«Giusto investire qui, i visitatori arrivano»
La ricetta dell’Acetaia Leonardi. L’assessore Corsini: «Bologna non farà guerra a Modena, anzi...»
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RIMINI. Esclusa Motor Valley, che non ha confini geografici e non ha bisogno di essere venduta perché è talmente forte da andare avanti spesso da sola, il resto è ancora da costruire.
E allora, se manca, c’è chi se lo costruisce da solo. Come ha fatto l’hotel Terme della Salvarola, attivissimo ieri nei colloqui di marketing, o l’Acetaia Leonardi di Magreta che ha addirittura pagato uno stand indipendente: «È una scelta aziendale precisa, che dura ormai da qualche anno e rispetto alla quale abbiamo dei ritorni molto positivi: investire in questo tipo di iniziative ha un senso, serve, ci aiuta e ci permette di crescere. Certo, se vuoi che ti si veda ci devi mettere del tuo». Parola di Vittoria Cavazzuti, che tra un saluto e l’altro in fiera ci spiega: «La scelta di dedicare uno spazio in azienda al museo e all’accoglienza ha pagato. Lo scorso anno sono state più di 32mila le visite, cominciano ad essere numero interessanti». Interessanti soprattutto se si pensa che sono sviluppati da privati, con le loro forze: «È una questione di identità che noi abbiamo voluto giocarci da subito perché abbiamo la fortuna di avere un prodotto unico al mondo. Ma va comunque saputo vendere».
Ieri in fiera c’era anche l’assessore regionale al turismo Andrea Corsini per presentare “Borghi-Viaggio Italiano” che vede l’Emilia-Romagna capofila delle 18 regioni partecipanti, su una piattaforma di comunicazione che attraverso portale, web tv e social è diventata un importante contenitore di informazioni e news, itinerari, iniziative sportive, appuntamenti storici, spettacoli. Su Modena non entra in polemica ma quando solleviamo il problema della presenza sui materiali promozionali ammette: «Vorrà dire che lavoreranno per fare meglio. Modena comunque aveva la possibilità di scegliere l’Emilia o Bologna. Ha preferito quest’ultima, cogliendo quella che penso si possa definire una vera opportunità. Tra le due città c’è sintonia progettuale, non penso che rischi di rimanere schiacciata. È una scelta intelligente e ponderata, che entrambi dovranno valorizzare nel rispetto di un territorio che accomuna eccellenze, dai motori al food. Lavorando insieme si potrà fare bene». Sperando che Bologna metta sul piatto i finanziamenti per investimenti veri. (d.b.)
E allora, se manca, c’è chi se lo costruisce da solo. Come ha fatto l’hotel Terme della Salvarola, attivissimo ieri nei colloqui di marketing, o l’Acetaia Leonardi di Magreta che ha addirittura pagato uno stand indipendente: «È una scelta aziendale precisa, che dura ormai da qualche anno e rispetto alla quale abbiamo dei ritorni molto positivi: investire in questo tipo di iniziative ha un senso, serve, ci aiuta e ci permette di crescere. Certo, se vuoi che ti si veda ci devi mettere del tuo». Parola di Vittoria Cavazzuti, che tra un saluto e l’altro in fiera ci spiega: «La scelta di dedicare uno spazio in azienda al museo e all’accoglienza ha pagato. Lo scorso anno sono state più di 32mila le visite, cominciano ad essere numero interessanti». Interessanti soprattutto se si pensa che sono sviluppati da privati, con le loro forze: «È una questione di identità che noi abbiamo voluto giocarci da subito perché abbiamo la fortuna di avere un prodotto unico al mondo. Ma va comunque saputo vendere».
Ieri in fiera c’era anche l’assessore regionale al turismo Andrea Corsini per presentare “Borghi-Viaggio Italiano” che vede l’Emilia-Romagna capofila delle 18 regioni partecipanti, su una piattaforma di comunicazione che attraverso portale, web tv e social è diventata un importante contenitore di informazioni e news, itinerari, iniziative sportive, appuntamenti storici, spettacoli. Su Modena non entra in polemica ma quando solleviamo il problema della presenza sui materiali promozionali ammette: «Vorrà dire che lavoreranno per fare meglio. Modena comunque aveva la possibilità di scegliere l’Emilia o Bologna. Ha preferito quest’ultima, cogliendo quella che penso si possa definire una vera opportunità. Tra le due città c’è sintonia progettuale, non penso che rischi di rimanere schiacciata. È una scelta intelligente e ponderata, che entrambi dovranno valorizzare nel rispetto di un territorio che accomuna eccellenze, dai motori al food. Lavorando insieme si potrà fare bene». Sperando che Bologna metta sul piatto i finanziamenti per investimenti veri. (d.b.)
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