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I predoni del Parmigiano si portano via 123 forme

di Daniele Montanari
I predoni del Parmigiano si portano via 123 forme

Pavullo. Colpo notturno al caseificio Rio San Michele per rubare il formaggio top Banda di professionisti. Ora c’è paura per il casaro che abita con la famiglia 

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PAVULLO. Lupin del formaggio di nuovo in azione e con un altro maxi colpo dopo quello del 23 giugno al caseificio Sociale di Iddiano (78 forme sparite). Stavolta il furto è avvenuto dall’altro lato del territorio, a Camatta, a spese del caseificio sociale Rio San Michele (lungo la Giardini Sud). I ladri sono arrivati nella notte tra martedì e mercoledì, compiendo un’azione da veri professionisti. Hanno staccato l’inferriata di una finestrina sul retro (40 per 50 centimetri) e dopo aver abbattuto il telaio sono entrati nel magazzino aprendo il portone. Da lì sono usciti con la bellezza di 123 forme di Parmigiano Reggiano di 24 mesi. Che fossero esperti lo prova il fatto che non hanno toccato il 12 mesi che era subito davanti, ma sono andati a metà della fila riconoscendo subito il prodotto più prelibato e di prima scelta.

Peraltro sono riusciti a portare via tutte quelle forme facendole passare sotto al robot pulitore che occupava il corridoio e che era in azione, come da prassi di notte, per la pulizia esterna del formaggio. Senz’altro una squadra robusta, perché 123 forme da 40 chili non sono robetta per le spalle.

Il casaro che dormiva con la famiglia nell’appartamento sopra (ma un po’ spostato rispetto al magazzino) non si è accorto dei rumori, o meglio ha pensato che fosse il robot in azione come altre volte. Alle 5, quando si è alzato, l’amara sorpresa: ha chiamato subito Ermanno Giusti, presidente del caseificio sociale, che ha dato l’allarme ai carabinieri. Sul posto in pochi minuti gli uomini del Norm, che conducono le indagini assieme a quelli della stazione.

Difficile però tirare le fila di un’azione così professionale, così come lo stabilire un eventuale rapporto con l’episodio di giugno. Di certo c’è che questo piccolo caseificio (produzione media di 5mila forme all’anno) non aveva mai subito un furto prima.

Ci sarà almeno parziale copertura assicurativa, ma non è solo il danno economico a preoccupare: «Non erano mai venuti i ladri, per quello non era stato istallato l’allarme - spiega Giusti - ma dopo un fatto del genere prenderemo sicuramente provvedimenti. Anche se siamo una realtà piccola, stiamo andando molto bene con la clientela: il timore adesso è che possano ritornare. E c’è apprensione anche per il casaro che dorme sopra con moglie e due bimbi piccoli: non si sa mai chi ti puoi trovare di fronte, ci sono stati furti anche violenti in giro nei caseifici». Insomma, una storiaccia, arrivata peraltro, ironia della sorte, alla vigilia del compleanno del 59enne Giusti, che è stato ieri: «Un regalo così non lo auguro a nessuno - prova a scherzarci su - Spero che le indagini siano proficue, intanto ringrazio i carabinieri per essere arrivati qui in pochi minuti quando erano le 5 del mattino».

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