INDAGINE DI CONFINDUSTRIA E UNIONCAMERE
Manifattura, incremento per fatturato e produzione
L'economia regionale è ormai a un passo da tornare ai livelli pre-crisi. L'ottimismo è testimoniato dall'incremento dei prestiti a medio-lungo termine destinati all'acquisto di macchinari,...
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L'economia regionale è ormai a un passo da tornare ai livelli pre-crisi. L'ottimismo è testimoniato dall'incremento dei prestiti a medio-lungo termine destinati all'acquisto di macchinari, attrezzature e mezzi di trasporto, cresciuti nel secondo trimestre del 4,9%, anche grazie al credito d'imposta garantito da industria 4.0. Anche l'occupazione continua ad aumentare.
È favorevole il quadro che emerge dall’indagine congiunturale relativa al secondo trimestre 2017 sull’industria manifatturiera, realizzata in collaborazione tra Unioncamere Emilia-Romagna, Confindustria Emilia-Romagna e Intesa Sanpaolo, che alla presentazione dei dati a Bologna erano rispettivamente rappresentati da Alberto Zambianchi, Pietro Ferrari e Tito Nocentini.
Il Pil regionale a fine anno dovrebbe attestarsi su una crescita dell'1,8-1,9% (per la Germania è previsto un 2,2%, l'Italia si fermerà all'1,4%). L'industria ha quasi recuperato i livelli pre-crisi, accrescendo il proprio peso sul valore aggiunto regionale (26,2%), segno che la manifattura ancora rappresenta il motore dell'economia regionale, capace di trascinare il sistema dei servizi. L'occupazione torna a crescere in quasi tutti i settori del manifatturiero, con punte del +4,9% nel comparto alimentari e bevande. In realtà la parte principale delle prossime assunzioni avverrà nel settore dei servizi e nel commercio (24.190), Anche la richiesta di tecnici, progettisti e affini è alta: 12.200.
La produzione manifatturiera continua a crescere: dopo il 2,4% del primo trimestre, l'incremento tra aprile e giugno è stato del 3,1% e ha riguardato tutti i comparti (a esclusione dell'industria del legno e del mobile), con le industrie meccaniche, elettriche e dei mezzi di trasporto a trainare.
Per la prima volta l'aumento del fatturato estero si allinea all'incremento del fatturato totale (rispettivamente +3,5% e +3,6%). Le esportazioni nei primi sei mesi dell'anno hanno fatto registrare un +6,4%, in salita in quasi tutti i settori.
Bassa la percentuale delle imprese esportatrici: i due terzi delle aziende vendono all'estero solo occasionalmente.
Più complessa la situazione del credito, dove anche i dati apparentemente negativi possono essere interpretati come un segno positivo per lo stato di salute dell'economia regionale. Dall'indagine di Intesa Sanpaolo emerge per esempio una flessione di circa il 2% dei prestiti alle imprese a fronte di un incremento del credito alle famiglie (+1,6% tra gennaio e luglio per 570 milioni complessivi). Sull'andamento degli impieghi alle aziende incide l'ulteriore riduzione del credito all'edilizia.
È favorevole il quadro che emerge dall’indagine congiunturale relativa al secondo trimestre 2017 sull’industria manifatturiera, realizzata in collaborazione tra Unioncamere Emilia-Romagna, Confindustria Emilia-Romagna e Intesa Sanpaolo, che alla presentazione dei dati a Bologna erano rispettivamente rappresentati da Alberto Zambianchi, Pietro Ferrari e Tito Nocentini.
Il Pil regionale a fine anno dovrebbe attestarsi su una crescita dell'1,8-1,9% (per la Germania è previsto un 2,2%, l'Italia si fermerà all'1,4%). L'industria ha quasi recuperato i livelli pre-crisi, accrescendo il proprio peso sul valore aggiunto regionale (26,2%), segno che la manifattura ancora rappresenta il motore dell'economia regionale, capace di trascinare il sistema dei servizi. L'occupazione torna a crescere in quasi tutti i settori del manifatturiero, con punte del +4,9% nel comparto alimentari e bevande. In realtà la parte principale delle prossime assunzioni avverrà nel settore dei servizi e nel commercio (24.190), Anche la richiesta di tecnici, progettisti e affini è alta: 12.200.
La produzione manifatturiera continua a crescere: dopo il 2,4% del primo trimestre, l'incremento tra aprile e giugno è stato del 3,1% e ha riguardato tutti i comparti (a esclusione dell'industria del legno e del mobile), con le industrie meccaniche, elettriche e dei mezzi di trasporto a trainare.
Per la prima volta l'aumento del fatturato estero si allinea all'incremento del fatturato totale (rispettivamente +3,5% e +3,6%). Le esportazioni nei primi sei mesi dell'anno hanno fatto registrare un +6,4%, in salita in quasi tutti i settori.
Bassa la percentuale delle imprese esportatrici: i due terzi delle aziende vendono all'estero solo occasionalmente.
Più complessa la situazione del credito, dove anche i dati apparentemente negativi possono essere interpretati come un segno positivo per lo stato di salute dell'economia regionale. Dall'indagine di Intesa Sanpaolo emerge per esempio una flessione di circa il 2% dei prestiti alle imprese a fronte di un incremento del credito alle famiglie (+1,6% tra gennaio e luglio per 570 milioni complessivi). Sull'andamento degli impieghi alle aziende incide l'ulteriore riduzione del credito all'edilizia.
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