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Modena, bastonate tra pusher al Novi Sad

di Stefano Totaro
Modena, bastonate tra pusher  al Novi Sad

Modena. L'aggressore portato al comando. Spacciatori fissi e “corrieri”: parecchi sono minorenni italiani

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MODENA Alle 7.30 del mattino l’area verde del Novi Sad si è trasformata in un ring: per questioni di droga, di zone di mercato di sostanze stupefacenti, vuoi per uno sgarro o per un affare sfumato due giovani, sui 30 anni, si sono affrontati in modo brutale.

LA RISSA Due nigeriani che hanno dapprima iniziato ad urlare, a spintonarsi, ad affrontarsi minacciosamente poi la situazione è precipitata e dalle urla sono passati alle mani e sono volati calci e pugni. Non solo, uno dei due contendenti ha spaccato un ramo di bamboo dalla recinzione dell’omonimo e frequentato locale che si trova nell’area verde e con quella nuova arma ha ripetutamente colpito il suo avversario. Botte, urla e sangue sino all’arrivo della polizia municipale, arrivata in gran numero sollecitata dalle chiamate di numerosi presenti e passanti che in quell’ora attraversano il Novi Sad per recarsi ai luoghi di lavoro o alle scuole.

LO SPACCIO Gli agenti hanno bloccato l uno dei due litiganti, l’aggressore, e lo ha portato al comando di vai Galilei per gli accertamenti e i provvedimenti del caso: addosso aveva un po’ di marijuana. Quella di ieri mattina è solo la punta di un iceberg quotidiano: le risse, soprattutto al sabato sera, sono all’ordine del giorno e «questo dispiace - spiegano alcuni ragazzi - perché di sera qui c’è giro nel fine settimana, potremmo stare tutti più tranquilli eppure è come fossimo circondati da questi spacciatori che stanno fissi come pali in vari punto del parco. Due settimana fa circa c’è stata una rissa con almeno una trentina di persone». Novi Sad sempre più come il parco XXII Aprile, dove gli spacciatori nigeriani e ghanesi hanno ormai soppiantato i maghrebini nella gestione dello spaccio di droga, soprattutto marijuana ed eroina. Se si vuole fare la prova basta attraversare l’area verde, a qualsiasi ora del giorno (per avere la certezza bisogna passare dalle 19 in poi) ed è un continuo di giovani e giovanissimi che si avvicinano e se incrociano il vostro sguardo ecco che parte la domanda di mercato: “Vuoi qualcosa? Dimmi pure, abbiamo tutto”. E come in tutte le zone di grande mercato ci sono i capi e i galoppini, quelli che fanno le consegne.

I MINORENNI Ma qui il fenomeno è ben più preoccupante. Quando il traffico era gestito dai maghrebini c’era il “solito” via vai di giovani in bicicletta per fare le consegne. Qui invece ci sono ragazzi per lo più italiani, dai 15 ai 17 anni, che fanno la spola tra i capi e i giovani clienti: vanno alle scale di emergenza del parcheggio sotterraneo dove sono appollaiati fissi i pusher e poi si avventurano in zona gradinate dove li aspettano giovani clienti. Spesso ci sono anche maghrebini che comprano dai nigeriani e poi gestiscono, sempre sulle gradinate, il loro piccolo giro ma evitano di gravitare all'interno del Novi Sad.
 

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