Ostetricia chiusa, le mamme non ci stanno
Pavullo. Il comitato “Salviamo le nascite”: «Partorire lontano non dà sicurezza. Mancherà un servizio»
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PAVULLO . Rilancia quella stessa questione sicurezza che ha portato alla chiusura del reparto di Ostetricia il comitato “Salviamo le nascite”. Ed esprime tutta la sua amarezza di fronte all’epilogo.
«Per due mesi abbiamo combattuto sostenendo che il punto nascite non andava chiuso ma integrato, se il problema era la sicurezza - scrive in una nota Elisabetta Pedretti - Ora chiediamo: è più sicuro far partorire una donna in ambulanza o in elicottero (visto che è stato detto che ci saranno queste due piattaforme per le emergenze) oppure era meglio tenere aperto il reparto e investire su quello? Se capita un’emergenza, come viene gestita finché non si arriva in ospedale? E d’inverno con ghiaccio e neve, fare più di 50 chilometri per raggiungere la pianura è sicurezza? Questo proprio non lo capiamo, la montagna così è stata privata di un altro servizio». La Pedretti contesta anche il secondo caposaldo della chiusura: il fatto che non ci fosse personale idoneo nel reparto per perdita di manualità: «Non è vero - ribatte - abbiamo raccolto testimonianze di mamme che sono state salvate, assieme ai loro bimbi, da questo reparto. Chi ci è passato ne conosce bene il valore, e anzi ringraziamo dottori e ostetriche per il fondamentale lavoro di tutti questi anni. E che avrebbero continuato a fare con amore, se glielo avessero concesso. Il bambino Dop, come era stato affettuosamente chiamato chi usciva da qui con una sorta di Denominazione ad Origine Pavullese, per cui era stato coniato anche un bellissimo logo, non sparirà mai dai nostri cuori». A questo punto il suo auspicio è che all’incontro organizzato dal comitato “Salviamo l'ospedale” per lunedì a Monteobizzo (dalle 20 nella sala parrocchiale) sia presente il maggior numero possibile di rappresentanti istituzionali «in modo che possano rispondere alle nostre domande». «Non ci resta che sperare che siano mantenute le promesse sugli investimenti, e anche sul percorso pre e post parto - chiosa la Pedretti - e non vengano lasciate sole le mamme della montagna che già hanno perso un servizio per loro fondamentale».
Intanto ieri alle 15.55 è nato il penultimo bambino: un bel maschietto di 3,4 chili. Ora ne resta solo uno prima della chiusura definitiva. Sul fronte Ausl, si registra una nota sui primi investimenti per l’ospedale: «La dotazione del personale medico – sottolinea Sonia Rioli, coordinatrice del 118 - è stata adeguata con l’assunzione in pianta organica di 4 dottori, mentre sono 6 gli infermieri in più per garantire il potenziamento di tutte le attività di pronto soccorso. Questo ha permesso di attivare da fine settembre h 24 presso l'ospedale l'automedica 4x4 con medico e infermiere esperto, in grado di gestire al meglio ogni criticità, comprese le eventuali urgenze ostetriche». (d.m.)
«Per due mesi abbiamo combattuto sostenendo che il punto nascite non andava chiuso ma integrato, se il problema era la sicurezza - scrive in una nota Elisabetta Pedretti - Ora chiediamo: è più sicuro far partorire una donna in ambulanza o in elicottero (visto che è stato detto che ci saranno queste due piattaforme per le emergenze) oppure era meglio tenere aperto il reparto e investire su quello? Se capita un’emergenza, come viene gestita finché non si arriva in ospedale? E d’inverno con ghiaccio e neve, fare più di 50 chilometri per raggiungere la pianura è sicurezza? Questo proprio non lo capiamo, la montagna così è stata privata di un altro servizio». La Pedretti contesta anche il secondo caposaldo della chiusura: il fatto che non ci fosse personale idoneo nel reparto per perdita di manualità: «Non è vero - ribatte - abbiamo raccolto testimonianze di mamme che sono state salvate, assieme ai loro bimbi, da questo reparto. Chi ci è passato ne conosce bene il valore, e anzi ringraziamo dottori e ostetriche per il fondamentale lavoro di tutti questi anni. E che avrebbero continuato a fare con amore, se glielo avessero concesso. Il bambino Dop, come era stato affettuosamente chiamato chi usciva da qui con una sorta di Denominazione ad Origine Pavullese, per cui era stato coniato anche un bellissimo logo, non sparirà mai dai nostri cuori». A questo punto il suo auspicio è che all’incontro organizzato dal comitato “Salviamo l'ospedale” per lunedì a Monteobizzo (dalle 20 nella sala parrocchiale) sia presente il maggior numero possibile di rappresentanti istituzionali «in modo che possano rispondere alle nostre domande». «Non ci resta che sperare che siano mantenute le promesse sugli investimenti, e anche sul percorso pre e post parto - chiosa la Pedretti - e non vengano lasciate sole le mamme della montagna che già hanno perso un servizio per loro fondamentale».
Intanto ieri alle 15.55 è nato il penultimo bambino: un bel maschietto di 3,4 chili. Ora ne resta solo uno prima della chiusura definitiva. Sul fronte Ausl, si registra una nota sui primi investimenti per l’ospedale: «La dotazione del personale medico – sottolinea Sonia Rioli, coordinatrice del 118 - è stata adeguata con l’assunzione in pianta organica di 4 dottori, mentre sono 6 gli infermieri in più per garantire il potenziamento di tutte le attività di pronto soccorso. Questo ha permesso di attivare da fine settembre h 24 presso l'ospedale l'automedica 4x4 con medico e infermiere esperto, in grado di gestire al meglio ogni criticità, comprese le eventuali urgenze ostetriche». (d.m.)
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