Scintille Muzzarelli-M5s sul progetto da cancellare
Il Pd, Mdp e la Giunta mai così compatti come nella difesa dei 550 alloggi «Provateci a bloccare tutto con delibera, ma trovate i soldi per i risarcimenti»
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Volendo vedere le cose positive anche nei momenti difficili, la buona notizia per giunta e Pd è che, proprio sul tema più spinoso, la maggioranza ha trovato una compattezza mai vista finora, tanto che l’intervento di Trande sembrava quasi da… capogruppo Pd.
Nel giorno della doppia mozione sul comparto da 550 case a Vaciglio, infatti, il sindaco Muzzarelli, il Pd e Mdp - ma in quest’ultimo caso i bersaniani hanno perso il pezzo ‘nuovo’ del gruppo, visto che i due consiglieri di Per me Modena si sono astenuti - hanno ritrovato una insperata unità, rivolgendo tutti gli attacchi al Movimento 5 Stelle.
Ad aprire le danze ieri pomeriggio in Consiglio comunale è stato proprio il M5S: «A Modena ci sono tantissime abitazioni sfitte e invendute - ha detto il capogruppo Marco Rabboni, che ha presentato l'odg - con stime che vanno da 8 a 17mila. Probabilmente la verità sarà nel mezzo, ma resta comunque un numero enorme. Quello che chiediamo è di far valere il principio di autotutela, per cui un’amministrazione può revocare atti precedentemente approvati per interesse sopravvenuto superiore. Interesse che abbiamo individuato nel rapporto Ispra 2016, dal quale si evince che il costo ambientale dell’intervento sarebbe molto superiore a quello che pagheremmo alle imprese rinunciando a costruire». Nel ribadire la richiesta di fermare il progetto, il capogruppo M5S ha proposto anche un referendum consultivo sul tema».
La palla è poi passata al capogruppo Pd Fabio Poggi, che ha presentato l’odg condiviso - l’accordo è stato raggiunto la notte precedente - con il gruppo Mdp-Per me Modena e co-firmato da Paolo Trande: «Quello che vogliamo fare è da una parte migliorare il progetto, dall’altra compensare dal punto di vista ambientale la realizzazione del comparto. Chiediamo quindi alla giunta di mettere in pratica gli atti formali che servono a concretizzare quello che ha detto il sindaco: oltre alle 550 case di Vaciglio non si costruisca più, rinunciando agli altri 761 alloggi previsti nella stessa area». L’ordine del giorno chiede quindi di «rivedere le previsioni di consumo di suolo contenute nello strumento urbanistico vigente, riducendo drasticamente la possibilità di consumo di suolo vergine».
Quindi, dopo un lungo intervento dell’assessore all’Urbanistica Anna Maria Vandelli e diverse prese di posizione, è toccato al sindaco Muzzarelli, che ha sfidato i Cinque stelle definendo «pura propaganda» la mozione che chiede di bloccare il progetto: «Se davvero è tutto possibile e facile - ha aggiunto - allora utilizzate l’articolo 4 del regolamento del Consiglio e presentate le due delibere per la variazione di bilancio e la cancellazione degli atti urbanistici che consentono l’edificabilità dell’area. Se lo fate e le delibere ottengono tutte le validazioni tecniche e giuridiche, noi siamo pronti a discuterne. Anche del valore degli indennizzi».
E qui, il sindaco ha ricordato che, su richiesta dei gruppi consiliari, gli uffici avevano effettuato alcune stime molto informali e di larga massima: «Se qualcuno non si fida dei funzionari del Comune, che presenti i suoi conti, poi vedremo se passano l’esame. Vi dò un indizio: il bilancio consolidato 2016 della società Modena estense conta 163mila euro all’anno di imposte pagate al Comune, oneri finanziari per 357mila euro all’anno, acquisti di servizi per 400mila euro, aree iscritte a bilancio per 18,6 milioni di euro, perdita annua di gestione di 630mila euro. I totali fateli voi…». Quindi, dopo le 21 è arrivato il voto, con l’odg Pd-Mdp approvato con il voto dei due gruppi (ma i due consiglieri di Per me si sono astenuti) e quello del M5S bocciato. (l.g.)
Nel giorno della doppia mozione sul comparto da 550 case a Vaciglio, infatti, il sindaco Muzzarelli, il Pd e Mdp - ma in quest’ultimo caso i bersaniani hanno perso il pezzo ‘nuovo’ del gruppo, visto che i due consiglieri di Per me Modena si sono astenuti - hanno ritrovato una insperata unità, rivolgendo tutti gli attacchi al Movimento 5 Stelle.
Ad aprire le danze ieri pomeriggio in Consiglio comunale è stato proprio il M5S: «A Modena ci sono tantissime abitazioni sfitte e invendute - ha detto il capogruppo Marco Rabboni, che ha presentato l'odg - con stime che vanno da 8 a 17mila. Probabilmente la verità sarà nel mezzo, ma resta comunque un numero enorme. Quello che chiediamo è di far valere il principio di autotutela, per cui un’amministrazione può revocare atti precedentemente approvati per interesse sopravvenuto superiore. Interesse che abbiamo individuato nel rapporto Ispra 2016, dal quale si evince che il costo ambientale dell’intervento sarebbe molto superiore a quello che pagheremmo alle imprese rinunciando a costruire». Nel ribadire la richiesta di fermare il progetto, il capogruppo M5S ha proposto anche un referendum consultivo sul tema».
La palla è poi passata al capogruppo Pd Fabio Poggi, che ha presentato l’odg condiviso - l’accordo è stato raggiunto la notte precedente - con il gruppo Mdp-Per me Modena e co-firmato da Paolo Trande: «Quello che vogliamo fare è da una parte migliorare il progetto, dall’altra compensare dal punto di vista ambientale la realizzazione del comparto. Chiediamo quindi alla giunta di mettere in pratica gli atti formali che servono a concretizzare quello che ha detto il sindaco: oltre alle 550 case di Vaciglio non si costruisca più, rinunciando agli altri 761 alloggi previsti nella stessa area». L’ordine del giorno chiede quindi di «rivedere le previsioni di consumo di suolo contenute nello strumento urbanistico vigente, riducendo drasticamente la possibilità di consumo di suolo vergine».
Quindi, dopo un lungo intervento dell’assessore all’Urbanistica Anna Maria Vandelli e diverse prese di posizione, è toccato al sindaco Muzzarelli, che ha sfidato i Cinque stelle definendo «pura propaganda» la mozione che chiede di bloccare il progetto: «Se davvero è tutto possibile e facile - ha aggiunto - allora utilizzate l’articolo 4 del regolamento del Consiglio e presentate le due delibere per la variazione di bilancio e la cancellazione degli atti urbanistici che consentono l’edificabilità dell’area. Se lo fate e le delibere ottengono tutte le validazioni tecniche e giuridiche, noi siamo pronti a discuterne. Anche del valore degli indennizzi».
E qui, il sindaco ha ricordato che, su richiesta dei gruppi consiliari, gli uffici avevano effettuato alcune stime molto informali e di larga massima: «Se qualcuno non si fida dei funzionari del Comune, che presenti i suoi conti, poi vedremo se passano l’esame. Vi dò un indizio: il bilancio consolidato 2016 della società Modena estense conta 163mila euro all’anno di imposte pagate al Comune, oneri finanziari per 357mila euro all’anno, acquisti di servizi per 400mila euro, aree iscritte a bilancio per 18,6 milioni di euro, perdita annua di gestione di 630mila euro. I totali fateli voi…». Quindi, dopo le 21 è arrivato il voto, con l’odg Pd-Mdp approvato con il voto dei due gruppi (ma i due consiglieri di Per me si sono astenuti) e quello del M5S bocciato. (l.g.)
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