Verde, cemento ed aria pulita il patto dei comitati per salvare Modena
In 250 all’assemblea alla Madonnina tra i gruppi di cittadini impegnati nelle battaglie ambientali Vaciglio: «Noi continuiamo la nostra lotta contro il Comune». In platea tanti politici dal Pd alla Lega
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.15983017:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadimodena/locale/summit-dei-comitati-non-e-questa-la-modena-che-chiediamo/85136/85714]]
MODENA. Per tanti è stata una staffetta, con il Consiglio comunale finito poco dopo le 21, mentre alla Madonnina il dibattito era appena partito.
Anche perché in polisportiva, ieri sera, di consiglieri ed esponenti dei partiti ce n’erano tanti, dal Partito democratico alla Lega, passando per Mdp e Per me Modena.
Tanti politici ma anche tanti cittadini - circa 250 i presenti in sala, compresi i consiglieri e i rappresentanti della Madonnina - che ieri sera hanno partecipato all’assemblea pubblica organizzata dai comitati che si occupano di problemi ambientali e di salute. “Comitati in rete”, come si sono presentati gli stessi organizzatori, per un evento trainato soprattutto dal problema di Vaciglio, con le 550 nuove case previste tra via Morane e la tangenziale (di cui si era parlato poco prima in piazza Grande), e da quello dei “padroni di casa” della Madonnina, che da anni respirano gli odori delle Fonderie riunite di via Zarlati e contro la Safim di via Emilia ovest.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:foto-e-video:1.15982771:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/foto-e-video/2017/10/13/fotogalleria/modena-non-e-questa-la-citta-che-chiediamo-il-summit-dei-comitati-1.15982771]]
Tra gli altri comitati presenti, anche il Villaggio Giardino, che negli anni passati si è battuto fortemente contro il progetto che prevedeva la realizzazione di un comparto abitativo tra via Artistotele e via Cannizzaro, vicino alle falde acquifere di Cognento: una storia “vincente”, dal momento che poi il comparto non è mai stato costruito, che ha portato Marco Miana, un tempo protagonista delle battagli di Modena Attiva, ad affiancare il comitato di Vaciglio nella battaglia in campo oggi.
Ad aprire il confronto di ieri sera è stato Marco Gherardi, uno dei due legali del comitato RespiriaMo aria pulita: «Se siamo qui - ha spiegato - è perché le esigenze di tanti cittadini non sono nell’interesse dell’amministrazione comunale». A prendere la parola è stato quindi Gianmario Sannicola, rappresentante del comitato “Mobastacemento”, che da settimane si batte contro il progetto edificatorio di via Morane, tanto da portare mille persone alla biciclettata del 21 settembre: «Questa piattaforma di comitati - ha spiegato - è nata perché siamo convinti di non poterci più nascondere dietro il concetto del “nimby”, ovvero “non nel mio giardino”.
Il fatto è che quello che sta succedendo a Vaciglio può succedere, e in parte sta succedendo, in tutta la città. Insomma, noi oggi ci siamo concentrati su via Morane perché è il caso più eclatante, con un progetto di cementificazione che va nella direzione opposta rispetto a quella di cui ci sarebbe bisogno, anche alla luce dei preoccupanti dati emersi nei giorni scorsi sull’inquinamento della Pianura Padana e di Modena. A noi sta a cuore tutta la città, e non solo Vaciglio: nel 2018 la direzione da prendere dal punto di vista urbanistico dovrebbe essere un’altra. Tutto questo quando il sindaco, in campagna elettorale, aveva promesso il 'consumo zero' di territorio, mentre nella realtà in via Morane arriveranno 550 nuove case, per 28 palazzine?».
Un concetto ribadito anche da Pietro Rivasi, anche lui rappresentante del comitato che si batte contro le case di Vaciglio, che ha annunciato nuove iniziative: «Noi - ha detto - continueremo a fare quello che stiamo facendo, anche perché l’amministrazione comunale dice di volerci ascoltare, ma poi non lo fa».
Il comitato, insomma, sta preparando nuove iniziative per continuare a sensibilizzare i cittadini e ribadire che i residenti non vogliono quelle case a Vaciglio. Per la Madonnina ha preso la parola l’avvocato Chiara Costetti: «Non siamo soddisfatti dei risultati che l’amministrazione sta sbandierando - ha detto a proposito degli odori nella zona di via Zarlati - anche perché abbiamo saputo che nel 2014 il dirigente di settore, insieme all’assessore Sitta, ha taciuto i documenti nei quali l’Ausl raccomandava di non costruire nella zona di via Zarlati. E visto che quei documenti risalgono a quasi 20 anni fa e nella zona si è costruito eccome, da via Uccelliera a via don Saltini, noi oggi chiediamo all’amministrazione comuanle di ripagare i danni fatti ai cittadini per questi 20 anni».
Le cose vanno meglio, invece, per quanto riguarda gli odori provenienti dalla Safim di via Emilia ovest: «In quel caso - ha detto ancora l’avvocato Costetti - da metà settembre, quando siamo intervenuti noi, gli odori non si sentono più. Perché allora quelli delle fonderie continuano? Perché oggi non esiste un sistema per fermare quegli odori?».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
