A Colombaro scoperte le tombe degli antichi abitanti
Formigine. Altri ritrovamenti durante gli scavi alla Pieve. Dopo il monastero medievale, emergono anche alcuni corpi
FORMIGINE. Si stanno concludendo in questi giorni, nell’area di pertinenza comunale adiacente alla chiesa di San Giacomo Maggiore a Colombaro, le indagini archeologiche che hanno consentito d’individuare un grande complesso architettonico risalente al basso medioevo, a cavallo tra il XII e il XIII secolo, riferibile all’antico monastero ospitale di Colombaro. Le indagini, che rientrano nella procedura di verifica preventiva dell’interesse archeologico e condotte sul campo da parte degli archeologi della ditta ArcheoModena, sotto la direzione scientifica della Soprintendenza Archeologia belle arti e paesaggio di Bologna, hanno coinvolto tutta l’area antistante la chiesa di Colombaro, oltre all’area interessata dal progetto di una strada comunale che, da via Sant’Antonio darà accesso all’edificio polifunzionale parrocchiale in corso di costruzione. Oltre al complesso architettonico sono emerse, accanto ad un tratta della strada acciottolata, alcune tombe dello stesso periodo: le analisi antropologiche e dei corredi ritrovati permetteranno di gettare uno sguardo sugli antichi abitanti della frazione formiginese durante l’età antica.
Non è la prima volta che a Colombaro vengono riportati in superficie reperti archeologici risalenti alle epoche precedenti. Già nel 2016, gli scavi archeologici, condotti nell’area parrocchiale, avevano riportato alla luce alcune strutture murarie in ciottoli fluviali pertinenti alle fondazioni della parte meridionale del complesso architettonico. Dagli scavi era emersa anche una fornace risalente al periodo rinascimentale; tale costruzione muraria veniva utilizzata per la produzioni di mattoni e coppi. Nel 2017, con la prosecuzione delle indagini, è stata scoperta un’intera porzione rivolta verso occidente dell’intero complesso ecclesiastico, con il suo lato settentrionale rivolto su una strada di ciottoli. Da questa strada i pellegrini, di passaggio a Colombaro, avevano modo di accedere direttamente all’antica chiesa del X secolo. Nonostante la massiccia opera di demolizione subita in antico delle strutture murarie, i resti delle porzioni fondali medievali rimasti nel terreno permettono una buona lettura delle diverse fasi edilizie che, nei secoli precedenti, hanno coinvolto l’intero edificio.
L’amministrazione comunale provvederà a promuovere la realizzazione di una pubblicazione scientifica che, oltre ad illustrare i recenti ritrovamenti, consentirà un’analisi completa del complesso dell’antico monastero di Colombaro. Il 10 novembre invece, nell’ambito delle iniziative per il decennale del restauro del castello, sarà prevista una conferenza nella quale gli archeologi illustreranno le ultime campagne di scavo sull’intera area comunale.
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