pavullo. i 5 stelle
«Chiedere un’altra deroga»
PAVULLO . Si può tornare alla carica con una seconda richiesta di deroga al ministero per il punto nascite di Pavullo, come per quelli di Castelnovo Monti e Borgo Val di Taro. Ne sono convinti i 5...
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PAVULLO . Si può tornare alla carica con una seconda richiesta di deroga al ministero per il punto nascite di Pavullo, come per quelli di Castelnovo Monti e Borgo Val di Taro. Ne sono convinti i 5 Stelle Raffaella Sensoli e Gianluca Sassi, capogruppo e consigliere regionale, che hanno presentato un’interrogazione a cui la Giunta regionale risponderà martedì.
«La Regione può e deve opporsi alla chiusure - sottolineano i due - Come ha specificato anche il ministro Lorenzin per dei casi analoghi in Lombardia, il ministero non può imporre nessuna chiusura, perché il Comitato nazionale percorso nascite non emana sentenze, ma esprime pareri tecnici sulla scorta delle documentazioni fornite dalle Regioni. L’ultima parola spetta a Bonaccini e Venturi che, invece di piangere lacrime di coccodrillo, potrebbero fin da ora mettersi al lavoro per presentare una nuova (e questa volta molto più dettagliata) istanza di deroga».
Sensoli e Sassi ricordano come fu proprio la Commissione regionale in un primo momento a non richiedere una deroga per le tre strutture, «un particolare che può aver influito, e non poco, sulla decisione finale». La loro proposta è di fare ruotare il personale sanitario di strutture limitrofe con oltre mille parti, per traslare i livelli di sicurezza dai singoli ospedali alle équipe. (dm)
«La Regione può e deve opporsi alla chiusure - sottolineano i due - Come ha specificato anche il ministro Lorenzin per dei casi analoghi in Lombardia, il ministero non può imporre nessuna chiusura, perché il Comitato nazionale percorso nascite non emana sentenze, ma esprime pareri tecnici sulla scorta delle documentazioni fornite dalle Regioni. L’ultima parola spetta a Bonaccini e Venturi che, invece di piangere lacrime di coccodrillo, potrebbero fin da ora mettersi al lavoro per presentare una nuova (e questa volta molto più dettagliata) istanza di deroga».
Sensoli e Sassi ricordano come fu proprio la Commissione regionale in un primo momento a non richiedere una deroga per le tre strutture, «un particolare che può aver influito, e non poco, sulla decisione finale». La loro proposta è di fare ruotare il personale sanitario di strutture limitrofe con oltre mille parti, per traslare i livelli di sicurezza dai singoli ospedali alle équipe. (dm)
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