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Ci vuole orecchio, Beatles: I fantastici quattro

Ci vuole orecchio, Beatles: I fantastici quattro

Nello scaffale “ragazzi” non c’è storia: la sfida (finta e tutta mediatica) tra Beatles e Rolling Stones, non ha senso. Nessuno si è mai occupato di bad boys, Mick & soci: troppo sex & drugs.L’epopea...

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Nello scaffale “ragazzi” non c’è storia: la sfida (finta e tutta mediatica) tra Beatles e Rolling Stones, non ha senso. Nessuno si è mai occupato di bad boys, Mick & soci: troppo sex & drugs.

L’epopea dei Beatles invece - che “bravi ragazzi” non erano davvero - è assai più iperbolica, colorata, fulminea, piena di metamorfosi e si presta assai meglio al racconto per i più piccoli. La nostra esperienza di genitori ed educatori però ci suggerisce che quasi ogni cosa si può raccontare ai ragazzi, basta trovare il modo. E Pierdomenico Baccalario è uno che con le storie ci sa proprio fare. Nel volumetto “Beatles, I Favolosi Quattro” (collana Grandissimi, Edizioni EL), c’è una veloce ma perfetta cavalcata nelle imprese della band che ha cambiato colore alla musica.

Non manca quasi nulla. Nelle divertenti illustrazioni di Giuseppe Ferrario ci sono le mamme che urlano in preda alla beatlemania, le atmosfere del Cavern, la timidezza di Ringo, l’India e il sitar di George, John e Yoko. La storia viaggia veloce dal negozio di dischi di Brian Epstein (peccato tagliare i Beatles ragazzini!), fino al concerto sui tetti di Londra.

Con tono sicuro e mai noioso, Baccalario entra in quella magica storia e porta fuori dei magici piccoli tesori: le “scrumbled eggs" di Paul che diventano una delle canzoni più note di tutti i tempi, i monaci tibetani chiesti da Lennon a Sir George Martin, il licenziamento del povero Pete Best.

Ma il valore di questo libro si apprezza meglio anche nel saper narrare ai ragazzi gli episodi meno luminosi dei Fab Four. Per esempio il ruolo “difficile” di Yoko, la fine tragica di Epstein, quel benedetto Maharishi, che poi tanto spirituale non era, la frustrazione continua dei quattro per i concerti resi impossibili dai fan e l’aria tesa di tensioni e divorzio che si respira a fine carriera, nascosta dentro dischi bellissimi.

Bravo Baccalario, quindi, a raccontare senza troppe sdolcinatezze ma senza paura, una meravigliosa storia d’amore per la vita e la musica. Perché “Love is all you need", questa è la morale.

Cristiano ZioBurp Callegari

Esploratore Musicale



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