Ecco la piastrella che ricarica i lampioni
L’idea innovativa presentata a Cersaie dalla start up Veranu: si può utilizzare con qualsiasi pavimento
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Cammini e calpestando il pavimento in piastrelle ricarichi i lampioni di una piazza, oppure batterie di smartphone e tablet o altro. Una giovane azienda sarda, Veranu, ha presentato al recente Cersaie la piastrella piezo-elettrica, in grado di trasformare l’energia cinetica dei passi in energia elettrica pulita. Una soluzione che potrebbe avere riflessi importanti sul settore ceramico. La soluzione Veranu è di facile installazione e si integra perfettamente con ogni tipo di pavimentazione tradizionale poiché si colloca al di sotto della pavimentazione in ceramica, direttamente sul massetto, o sul pavimento già esistente, diventando invisibile agli utilizzatori. Questa proprietà permette l’applicazione anche in zone urbane senza deturparne l’estetica.
«L'idea - spiega Alessio Calcagni, presidente di Veranu - è poter convertire il movimento del nostro cammino in energia utilizzabile e ora la tecnologia lo consente. Per ora siamo a generazione di bassa potenza. Il passo non è paragonabile al fotovoltaico o al solare. Diecimila passi consentono di ricaricare un cellulare, alimentare luci a led, modem o wi-fi».
Le prestazioni sono elevate: con un solo passo si può erogare fino a 2 W di potenza; sono sufficienti 20 passi per accendere un lampione a led in una piazza e 10mila per ricaricare interamente la batteria di uno smartphone (energia media 11.5 Wh). La tecnologia è realizzata con materiali riciclati che abbattono le emissioni di CO2, riducono i costi di produzione e rispondono al fabbisogno energetico dei clienti finali, principalmente aziende pubbliche e private con aree di transito o spazi di aggregazione (piazze, aeroporti, stazioni di treni o bus e uffici).
Non è un prodotto consigliabile per la casa: va installato in aree di grande passaggio, piazze o preferibilmente vie di accesso alle piazze o corridoi di collegamento fra saloni: spazi dove il passaggio dei pedoni sia intenso e su tutta la superficie. Veranu è nata come giovane start-up e ha anche raccolto i primi fondi con idee innovative: tramite il crowd funding sono arrivati quasi duecentomila euro, utilizzati per lo sviluppo del progetto, che per ora non è stato industrializzato. L'azienda ha realizzato alcune passerelle dimostrative che vengono presentate nelle principali fiere di settore.
Gabriele Bassanetti
«L'idea - spiega Alessio Calcagni, presidente di Veranu - è poter convertire il movimento del nostro cammino in energia utilizzabile e ora la tecnologia lo consente. Per ora siamo a generazione di bassa potenza. Il passo non è paragonabile al fotovoltaico o al solare. Diecimila passi consentono di ricaricare un cellulare, alimentare luci a led, modem o wi-fi».
Le prestazioni sono elevate: con un solo passo si può erogare fino a 2 W di potenza; sono sufficienti 20 passi per accendere un lampione a led in una piazza e 10mila per ricaricare interamente la batteria di uno smartphone (energia media 11.5 Wh). La tecnologia è realizzata con materiali riciclati che abbattono le emissioni di CO2, riducono i costi di produzione e rispondono al fabbisogno energetico dei clienti finali, principalmente aziende pubbliche e private con aree di transito o spazi di aggregazione (piazze, aeroporti, stazioni di treni o bus e uffici).
Non è un prodotto consigliabile per la casa: va installato in aree di grande passaggio, piazze o preferibilmente vie di accesso alle piazze o corridoi di collegamento fra saloni: spazi dove il passaggio dei pedoni sia intenso e su tutta la superficie. Veranu è nata come giovane start-up e ha anche raccolto i primi fondi con idee innovative: tramite il crowd funding sono arrivati quasi duecentomila euro, utilizzati per lo sviluppo del progetto, che per ora non è stato industrializzato. L'azienda ha realizzato alcune passerelle dimostrative che vengono presentate nelle principali fiere di settore.
Gabriele Bassanetti
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