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“Encore”, nonostante il dolore

“Encore”, nonostante il dolore

Debutto italiano dell'ultimo lavoro del maestro greco Terzopoulos

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L’esistenza umana è scissa tra luce e un’ombra misteriosa e inaccessibile, causa di lotta dell’uomo con se stesso. È da questa opposizione che il regista greco Theodoros Terzopoulos ha concepito “Encore”, in prima nazionale stasera alle Passioni (20.30, replica domani alle 21), a conclusione della trilogia iniziata con “Alarme” e continuata con “Amor”. Due attori portano in scena un incontro-scontro, in linea con il tema cardine della trilogia: il conflitto come essenza dell’esistenza. È una lotta dei contrari, uno scontro che prende la forma del sentimento ambiguo per eccellenza: l’amore. Amore come origine del conflitto fra Mary Stuart e Queen Elizabeth (“Alarme”), o come antidoto alla spersonalizzazione provocata dal potere finanziario (“Amor”); amore infine come rapporto violento ed erotico, incontro di due corpi che nonostante il dolore sussurrano “ancora” (“Encore”). Il teatro di Terzopoulos è uno slancio poetico che nasce da una necessità politica: in un presente artefice della disumanizzazione dell’individuo, punto di avvio per ogni possibile rinascita è la riconquista dell’archetipo dell’uomo nella sua dimensione tragica.

Ilaria Cecchinato



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