Il piano di Pelloni: «Tre auto e 24 vigili»
Vignola. Il sindaco illustra il futuro della polizia municipale in collaborazione con Savignano
2 MINUTI DI LETTURA
VIGNOLA . «È ormai definito il progetto di riorganizzazione della polizia municipale di Vignola, che sarà effettivo dopo l’uscita del Comune dal corpo unico dell’Unione».
È quanto comunicano dal Comune, in vista del Consiglio del 23 ottobre in cui si voterà la cosiddetta “vignol-exit”. Dopo le prime bozze, che hanno sollevato molte polemiche, la Giunta di Simone Pelloni si è messa al lavoro su un nuovo progetto, che prevede una collaborazione con Savignano, Comune che già aveva abbandonato il corpo unico dell’Unione. «Grazie a questa convenzione - spiega il primo cittadino vignolese - partiremo con 24 operatori, compreso il comandante». In base a questi numeri, dice il sindaco, «abbiamo previsto tre turni di servizio, articolati su tre fasce orarie: il mattino dalle 7,30 alle 13,30, il pomeriggio dalle 13 alle 19, la sera dalle 19 all’1, oppure dalle 20 alle 2». Un discorso a parte, continua Pelloni, «merita il tema dello svolgimento di servizi a piedi nei centri storici di Vignola e Savignano. Su questo servizio concentreremo uomini e risorse, affinché l’agente di polizia municipale torni ad essere punto di riferimento dei cittadini per informazioni, dissuasione di fenomeni di inciviltà e degrado, osservazione e controllo del rispetto delle norme». Per quanto riguarda i mezzi, Pelloni spiega che saranno noleggiati tre veicoli attrezzati per il rilievo degli incidenti stradali. Grazie anche alla convenzione con Savignano, saranno disponibili etilometri, telelaser, pre test per l’alcol, due moto e i software necessari per la gestione delle sanzioni e degli incidenti. «I costi per il Comune di Vignola non aumenteranno rispetto a quelli che spendevamo per rimanere nel Corpo Unico».
«Che avrebbero dialogato con Savignano lo dissi io mesi fa», commenta a caldo Fabio Franceschini, assessore alla sicurezza dell'Unione e sindaco di Castelvetro. Da parte, sua l'Unione, continua Franceschini, «aspetta di vedere il progetto definitivo. Se Vignola uscirà cercheremo di far fronte. Noi una struttura ce l’abbiamo già (la centrale operativa andrà a Spilamberto, ndr), e ne approfitteremo per cercare di aggiustare ciò che non va. Chi deve presentare un progetto definitivo però è Vignola, la cui scelta è stata presa improvvisamente ed inopinatamente». Il progetto, prima del 23, sarà presentato mercoledì, in commissione consiliare.
Enrico Vincenzi
È quanto comunicano dal Comune, in vista del Consiglio del 23 ottobre in cui si voterà la cosiddetta “vignol-exit”. Dopo le prime bozze, che hanno sollevato molte polemiche, la Giunta di Simone Pelloni si è messa al lavoro su un nuovo progetto, che prevede una collaborazione con Savignano, Comune che già aveva abbandonato il corpo unico dell’Unione. «Grazie a questa convenzione - spiega il primo cittadino vignolese - partiremo con 24 operatori, compreso il comandante». In base a questi numeri, dice il sindaco, «abbiamo previsto tre turni di servizio, articolati su tre fasce orarie: il mattino dalle 7,30 alle 13,30, il pomeriggio dalle 13 alle 19, la sera dalle 19 all’1, oppure dalle 20 alle 2». Un discorso a parte, continua Pelloni, «merita il tema dello svolgimento di servizi a piedi nei centri storici di Vignola e Savignano. Su questo servizio concentreremo uomini e risorse, affinché l’agente di polizia municipale torni ad essere punto di riferimento dei cittadini per informazioni, dissuasione di fenomeni di inciviltà e degrado, osservazione e controllo del rispetto delle norme». Per quanto riguarda i mezzi, Pelloni spiega che saranno noleggiati tre veicoli attrezzati per il rilievo degli incidenti stradali. Grazie anche alla convenzione con Savignano, saranno disponibili etilometri, telelaser, pre test per l’alcol, due moto e i software necessari per la gestione delle sanzioni e degli incidenti. «I costi per il Comune di Vignola non aumenteranno rispetto a quelli che spendevamo per rimanere nel Corpo Unico».
«Che avrebbero dialogato con Savignano lo dissi io mesi fa», commenta a caldo Fabio Franceschini, assessore alla sicurezza dell'Unione e sindaco di Castelvetro. Da parte, sua l'Unione, continua Franceschini, «aspetta di vedere il progetto definitivo. Se Vignola uscirà cercheremo di far fronte. Noi una struttura ce l’abbiamo già (la centrale operativa andrà a Spilamberto, ndr), e ne approfitteremo per cercare di aggiustare ciò che non va. Chi deve presentare un progetto definitivo però è Vignola, la cui scelta è stata presa improvvisamente ed inopinatamente». Il progetto, prima del 23, sarà presentato mercoledì, in commissione consiliare.
Enrico Vincenzi
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
