«La Giunta ha riesumato la Modena futura di Sitta»
Il dibattito in consiglio comunale non ha convinto il comitato #Mobastacemento «Prese in prestito nostre proposte, ma la sostanza è una sola: consumo di suolo»
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Una presenza silenziosa ma attenta, prima di passare alla seconda parte della giornata, quella che li ha visti protagonisti alla Madonnina. Perché nel d-day di Vaciglio, giovedì scorso, in Consiglio comunale c’erano anche i rappresentanti di “Mobastacemento”, il comitato che tre settimane fa ha portato mille persone a inforcare la bicicletta e protestare contro le 28 palazzine in arrivo in via Morane. E se nei giorni scorsi il Pd aveva scritto una lettera aperta al comitato, oggi è proprio “Mobastacemento” a dire la sua sulla seduta di piazza Grande e sull’ordine del giorno del centrosinistra approvato dall’aula.
«Alla luce di quanto è emerso in Consiglio - spiega il comitato - vogliamo ribadire quanto fino ad oggi sostenuto sulle politiche urbanistiche della città: abbiamo assistito a un cambio repentino di direzione delle forze politiche di maggioranza, cavalcando e in alcuni casi facendo proprie tematiche, da noi sollevate, che fino a ieri venivano osteggiate o non considerate». Per quanto riguarda l’odg Pd-Mdp, che chiede di realizzare “il saldo zero attraverso il risparmio e la ripermeabilizzazione e/o forestazione di una equivalente porzione di suolo”, per “Mobastacemento” «l’obiettivo del saldo zero, ma ancora di più, della riqualificazione e rigenerazione di aree impermeabili, deve essere indirizzato non nella zona interessata, ma principalmente nel cuore della città». Sul progetto di riforestazione urbana, il comitato fa notare che «nei giorni scorsi abbiamo assistito a proclami di amministratori, attuali ed ex, che ancora una volta, cavalcando temi e problematiche da noi sollevati, hanno sottolineato l’importanza del progetto come soluzione all’impoverimento di aree verdi in città. Ci sembra quasi una barzelletta, ‘se costruiamo avrete più verde’». Quindi, la questione dei nuovi ingressi in città da sud per decongestionare il traffico: «Eccoci al punto cruciale e sul quale si basa tutto il nostro tentativo di dimostrare che la mozione approvata è solo un misero tentativo di calmare le acque - riprende il comitato - realizzare il prolungamento di via Rosselli e via Falcone fino alla complanare vuole dire, in lingua urbanistica, preparare la città all’urbanizzazione di tutta la corona a sud. Per farla breve e fare in modo che il concetto sia più chiaro possibile: la famigerata Modena futura (dell’ex assessore Sitta) che, uscita dalla porta, rientra dalla finestra. Addio saldo zero, addio riduzione di cementificazione futura sulle altre aree di Modena. In conclusione ribadiamo che al momento quella prospettata dalla giunta non è assolutamente in linea con la direzione di vivibilità e sostenibilità di una città come Modena, e soprattutto, continuiamo a dirlo, non trova d’accordo una larga parte di cittadini, quasi 5000 ad oggi. Questa ultima considerazione deve essere attentamente valutata - conclude il comitato - alla luce del fatto che oggi c’è un ricorso straordinario al presidente della Repubblica presentato nel 2015 in merito al progetto e ancora pendente, la pressoché totalità dei residenti del quartiere ha espresso parere contrario alla realizzazione del nuovo comparto edilizio e, in ultimo, sono in fase di valutazione le osservazioni presentate alla variante di progetto».
Luca Gardinale
«Alla luce di quanto è emerso in Consiglio - spiega il comitato - vogliamo ribadire quanto fino ad oggi sostenuto sulle politiche urbanistiche della città: abbiamo assistito a un cambio repentino di direzione delle forze politiche di maggioranza, cavalcando e in alcuni casi facendo proprie tematiche, da noi sollevate, che fino a ieri venivano osteggiate o non considerate». Per quanto riguarda l’odg Pd-Mdp, che chiede di realizzare “il saldo zero attraverso il risparmio e la ripermeabilizzazione e/o forestazione di una equivalente porzione di suolo”, per “Mobastacemento” «l’obiettivo del saldo zero, ma ancora di più, della riqualificazione e rigenerazione di aree impermeabili, deve essere indirizzato non nella zona interessata, ma principalmente nel cuore della città». Sul progetto di riforestazione urbana, il comitato fa notare che «nei giorni scorsi abbiamo assistito a proclami di amministratori, attuali ed ex, che ancora una volta, cavalcando temi e problematiche da noi sollevati, hanno sottolineato l’importanza del progetto come soluzione all’impoverimento di aree verdi in città. Ci sembra quasi una barzelletta, ‘se costruiamo avrete più verde’». Quindi, la questione dei nuovi ingressi in città da sud per decongestionare il traffico: «Eccoci al punto cruciale e sul quale si basa tutto il nostro tentativo di dimostrare che la mozione approvata è solo un misero tentativo di calmare le acque - riprende il comitato - realizzare il prolungamento di via Rosselli e via Falcone fino alla complanare vuole dire, in lingua urbanistica, preparare la città all’urbanizzazione di tutta la corona a sud. Per farla breve e fare in modo che il concetto sia più chiaro possibile: la famigerata Modena futura (dell’ex assessore Sitta) che, uscita dalla porta, rientra dalla finestra. Addio saldo zero, addio riduzione di cementificazione futura sulle altre aree di Modena. In conclusione ribadiamo che al momento quella prospettata dalla giunta non è assolutamente in linea con la direzione di vivibilità e sostenibilità di una città come Modena, e soprattutto, continuiamo a dirlo, non trova d’accordo una larga parte di cittadini, quasi 5000 ad oggi. Questa ultima considerazione deve essere attentamente valutata - conclude il comitato - alla luce del fatto che oggi c’è un ricorso straordinario al presidente della Repubblica presentato nel 2015 in merito al progetto e ancora pendente, la pressoché totalità dei residenti del quartiere ha espresso parere contrario alla realizzazione del nuovo comparto edilizio e, in ultimo, sono in fase di valutazione le osservazioni presentate alla variante di progetto».
Luca Gardinale
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