concordia
Cpl: «Casari assolto? Bene così»
Monti: «Resta il danno di reputazione». La coop annuncia commesse
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CONCORDIA. L’assoluzione di Roberto Casari e dei manager di Cpl dall’accusa di associazione esterna per gli affari con il clan dei Casalesi è stata accolta positivamente dalla nuova dirigenza. «Cpl - si legge in una nota - prende atto positivamente della sentenza di primo grado nella quale sono stati assolti gli ex dirigenti. Il Cda ribadisce la fiducia nell’operato della Magistratura, prosegue il suo impegno nella fase di risanamento dell’azienda per avviare politiche di sviluppo e preannuncia nei prossimi giorni la firma di importanti contratti per commesse di recente acquisizione in ambito energetico».
«Prendiamo atto con soddisfazione della sentenza - commenta invece il presidente di Legacoop Emilia-Romagna Giovanni Monti - ma questa inchiesta è stata a lungo e consapevolmente strumentalizzata per colpire tutta la cooperazione e ha messo a rischio la sopravvivenza della stessa Cpl quando, in ogni caso, si sarebbe trattato di responsabilità individuali. Ora anche i singoli sono stati assolti, ma il danno reputazionale che ha colpito i singoli e il mondo cooperativo resta. Nessuno ci risarcirà».
«Ben 2.300 famiglie nella Bassa - accusa Antonio Platis (Forza Italia) - hanno toccato con mano cosa vuol dire escludere dalla white list un’impresa senza una sentenza. Basta un sospetto e l’azienda e i lavoratori sono a terra. Eravamo i soli a difendere la F.lli Baraldi subito dopo il sisma e soprattutto dopo la caduta del colosso di Concordia, anche il centro sinistra ha iniziato a capire che il meccanismo delle white list era un tritacarne senza garanzie. Oggi c’è un enorme domanda senza risposta: chi paga per i danni arrecati?».
«Prendiamo atto con soddisfazione della sentenza - commenta invece il presidente di Legacoop Emilia-Romagna Giovanni Monti - ma questa inchiesta è stata a lungo e consapevolmente strumentalizzata per colpire tutta la cooperazione e ha messo a rischio la sopravvivenza della stessa Cpl quando, in ogni caso, si sarebbe trattato di responsabilità individuali. Ora anche i singoli sono stati assolti, ma il danno reputazionale che ha colpito i singoli e il mondo cooperativo resta. Nessuno ci risarcirà».
«Ben 2.300 famiglie nella Bassa - accusa Antonio Platis (Forza Italia) - hanno toccato con mano cosa vuol dire escludere dalla white list un’impresa senza una sentenza. Basta un sospetto e l’azienda e i lavoratori sono a terra. Eravamo i soli a difendere la F.lli Baraldi subito dopo il sisma e soprattutto dopo la caduta del colosso di Concordia, anche il centro sinistra ha iniziato a capire che il meccanismo delle white list era un tritacarne senza garanzie. Oggi c’è un enorme domanda senza risposta: chi paga per i danni arrecati?».
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