Fitoussi: «Basta rigore, l’Europa torni a volare»
L’economista francese ospite a Mirandola: «La democrazia sia il faro del futuro Troppi estremismi, il Pil deve crescere ma solo se aumenta anche il benessere»
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MIRANDOLA. Sorrisi e strette di mano, cravatte e donne elegantissime: il gran galà del premio Pico, arrivato alla XIV edizione, continua a mantenere un fascino tangibile. E come sempre l’organizzazione, curata da Cosimo Quarta, segretario generale della Fondazione Cassa di Risparmio di Mirandola, risulta impeccabile. Perché non è da tutti portare sul palco personaggi del calibro Jean-Paul Fitoussi, economista che ha ricevuto il premio internazionale entrando nella lunga lista di predecessori illustri da Jacques Delors a Valery Giscard d’Estaing passando per Edmund Phelps, Rajendra Pachauri, Carlo Azeglio Ciampi, Mario Draghi, Jean-Claude Trichet, Margherita Hack, Angelo Sodano, Wanda Miletti Ferragamo, Luca Cordero di Montezemolo, Sergio Marchionne, e Franco Cosimo Panini. Fuoriclasse nel mondo del pensiero, dell’ingegno, della tenacia, della volontà e della capacità di tradurre queste energie in attività concrete.
«Sapere, sanità, sociale e sviluppo: ecco i quattro fari a cui tende la Fondazione - ha detto il presidente Giovanni Belluzzi davanti ad oltre 300 ospiti tra cui il prefetto Maria Patrizia Paba - Siamo parte di questo territorio e abbiamo una responsabilità nella sua vita quotidiana e nel sostegno della sua crescita: 32 milioni di euro erogati sono la prova tangibile di quanto ci sentiamo attivi».
«I quattro vincitori del Premio Pico hanno storie uniche - dice Rainer Masera, presidente della giuria - Uno studioso (Jean Paul Fitoussi) che ha dedicato la propria vita alla comprensione delle grandi trasformazioni economiche del nostro tempo; due imprenditori (Nicoletta Spagnoli e Pietro Ferrari) che - in settori diversi come l’abbigliamento e la progettazione industriale - sono riusciti a rispondere alle sfide della globalizzazione con un mix di talento e innovazione, senza dimenticare le radici nel territorio; un giovane ricercatore (Massimo Dominici) che sta raggiungendo nuovi e rivoluzionari traguardi nella scienza medica».
E Fitoussi ha incantato i presenti con la propria analisi macro economica: «L’Europa non ha più bisogno di rigore - spiega - Deve tornare ad essere un volano. Ogni qual volta si affaccia un nuovo premier innovativo io spero porti cambiamento, lo fu con Renzi e ora attendiamo Macron in Francia. Ma ciò a cui dobbiamo ambire è la democrazia in un’Europa sempre più forte e unita. Ci sono troppi estremismi che prendono spazio e forma e il rischio è che sfribino l’unità democratica. E invece dobbiamo tendere all’opposto, conciliando la crescita economica con il benessere generale: bene se il Pil aumenta ma anche le persone devono stare meglio altrimenti ogni sforzo sarà inutile».
Dondi-Corsini
«Sapere, sanità, sociale e sviluppo: ecco i quattro fari a cui tende la Fondazione - ha detto il presidente Giovanni Belluzzi davanti ad oltre 300 ospiti tra cui il prefetto Maria Patrizia Paba - Siamo parte di questo territorio e abbiamo una responsabilità nella sua vita quotidiana e nel sostegno della sua crescita: 32 milioni di euro erogati sono la prova tangibile di quanto ci sentiamo attivi».
«I quattro vincitori del Premio Pico hanno storie uniche - dice Rainer Masera, presidente della giuria - Uno studioso (Jean Paul Fitoussi) che ha dedicato la propria vita alla comprensione delle grandi trasformazioni economiche del nostro tempo; due imprenditori (Nicoletta Spagnoli e Pietro Ferrari) che - in settori diversi come l’abbigliamento e la progettazione industriale - sono riusciti a rispondere alle sfide della globalizzazione con un mix di talento e innovazione, senza dimenticare le radici nel territorio; un giovane ricercatore (Massimo Dominici) che sta raggiungendo nuovi e rivoluzionari traguardi nella scienza medica».
E Fitoussi ha incantato i presenti con la propria analisi macro economica: «L’Europa non ha più bisogno di rigore - spiega - Deve tornare ad essere un volano. Ogni qual volta si affaccia un nuovo premier innovativo io spero porti cambiamento, lo fu con Renzi e ora attendiamo Macron in Francia. Ma ciò a cui dobbiamo ambire è la democrazia in un’Europa sempre più forte e unita. Ci sono troppi estremismi che prendono spazio e forma e il rischio è che sfribino l’unità democratica. E invece dobbiamo tendere all’opposto, conciliando la crescita economica con il benessere generale: bene se il Pil aumenta ma anche le persone devono stare meglio altrimenti ogni sforzo sarà inutile».
Dondi-Corsini
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