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L’uomo, la vita e una partita a tennis. Giobbe di Pietro Babina

Uno sfondo blu illumina un campo e due figure nell’ombra giocano nervosamente a tennis, accompagnati da una fredda cronaca. Giobbe perde e la rabbia sale: è ingiusto, ha condotto meglio dell’avversari...

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Uno sfondo blu illumina un campo e due figure nell’ombra giocano nervosamente a tennis, accompagnati da una fredda cronaca. Giobbe perde e la rabbia sale: è ingiusto, ha condotto meglio dell’avversario. Nello spettacolo “Il libro di Giobbe” di Babina e Aldrovandi (in replica all’Arena del Sole oggi alle 16 e domani alle 20) la sconfitta nonostante la dedizione diventa metafora delle cieche e inevitabili ingiustizie del mondo. Giobbe è un io narcisistico: la sua fortuna è un merito, le disgrazie conseguenze di una colpa. Il suo sentirsi invincibile come i personaggi dei videogames a cui gioca incontra però una crepa: se non importa come agiamo, se arrivati al gameover si ricomincia come se nulla fosse, che senso ha la vita? È la domanda eterna dell’uomo in uno spettacolo che porta in scena questa e altre contraddizioni.

Ilaria Cecchinato



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