castelfranco
Le ecomafie e la ’ndrangheta raccontati da chi le fronteggia
CASTELFRANCO. Storie di famiglie e bambini che si intrecciano con affari e rifiuti. È stato questo il filo conduttore della serata che si è svolta venerdì e che ha avuto come ospiti Francesco...
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CASTELFRANCO. Storie di famiglie e bambini che si intrecciano con affari e rifiuti. È stato questo il filo conduttore della serata che si è svolta venerdì e che ha avuto come ospiti Francesco Rigitano, dell’associazione “Seles” di Gioiosa Jonica, e don Maurizio Patriciello. Quest’ultimo ha spiegato ad una sala gremita lo scottante tema delle ecomafie e di come sia importante parlarne per sensibilizzare l’intera società civile su un problema che non appartiene, purtroppo, solo al sud Italia.
Ad aprire l’incontro Don Remigio e Giovanni Gargano, assessore alla Sicurezza e alla Legalità: “È fondamentale far conoscere queste testimonianze in modo tale da poter riempire il termine “legalità” di un nuovo significato», ha detto Gargano. A moderare il dibattito il giornalista Pierluigi Senatore, neo vincitore del Premio Internazionale di Ecologia “Verde Ambiente”.
Francesco Rigitano ha raccontato il quotidiano lavoro in Calabria fatto di impegno e sport: «Da 23 anni mi occupo di minori e la cosa più difficile non è solo sottrarli alla criminalità organizzata, ma far loro comprendere che un’alternativa è possibile. La ’ndrangheta su quel territorio viene vista come una madre premurosa ed il mafioso si accredita agli occhi della comunità da cui trae il consenso, che è la linfa vitale delle mafie. Attraverso il calcio insegniamo ai ragazzi non solo le regole dello sport, ma anche quelle della vita».
Don Maurizio Patriciello ha sottolineato l’importanza di fare massa critica, non solo raccontando le storie degli abitanti della Terra dei Fuochi, ma invitando la gente in sala a comprendere che il fenomeno delle ecomafie non conosce limiti geografici: «Lo smaltimento illegale dei rifiuti permette alla criminalità organizzata e ai colletti bianchi che la fiancheggiano guadagni astronomici. Perciò è importante non solo combattere il fenomeno, ma in primo luogo comprendere quali sono le forze in gioco e gli equilibri che si creano. È grazie alle popolazioni della Terra dei Fuochi e ai movimenti che oggi esiste una legge sugli ecoreati».
Sara Donatelli
Ad aprire l’incontro Don Remigio e Giovanni Gargano, assessore alla Sicurezza e alla Legalità: “È fondamentale far conoscere queste testimonianze in modo tale da poter riempire il termine “legalità” di un nuovo significato», ha detto Gargano. A moderare il dibattito il giornalista Pierluigi Senatore, neo vincitore del Premio Internazionale di Ecologia “Verde Ambiente”.
Francesco Rigitano ha raccontato il quotidiano lavoro in Calabria fatto di impegno e sport: «Da 23 anni mi occupo di minori e la cosa più difficile non è solo sottrarli alla criminalità organizzata, ma far loro comprendere che un’alternativa è possibile. La ’ndrangheta su quel territorio viene vista come una madre premurosa ed il mafioso si accredita agli occhi della comunità da cui trae il consenso, che è la linfa vitale delle mafie. Attraverso il calcio insegniamo ai ragazzi non solo le regole dello sport, ma anche quelle della vita».
Don Maurizio Patriciello ha sottolineato l’importanza di fare massa critica, non solo raccontando le storie degli abitanti della Terra dei Fuochi, ma invitando la gente in sala a comprendere che il fenomeno delle ecomafie non conosce limiti geografici: «Lo smaltimento illegale dei rifiuti permette alla criminalità organizzata e ai colletti bianchi che la fiancheggiano guadagni astronomici. Perciò è importante non solo combattere il fenomeno, ma in primo luogo comprendere quali sono le forze in gioco e gli equilibri che si creano. È grazie alle popolazioni della Terra dei Fuochi e ai movimenti che oggi esiste una legge sugli ecoreati».
Sara Donatelli
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