Modena con Bologna, la cabina di regia non ci assegna i soldi
Dopo lo scontro tra sindaco Muzzarelli e assessore Ferrari, non si sa ancora su quanti fondi si potrà fare affidamento
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Il giorno dopo l’intervista rilasciata al nostro giornale dall’assessore comunale al turismo Ludovica Carla Ferrari, sul tema turismo c’è ancora parecchia confusione in città e in provincia. L’assessore, di fatto, ha rispedito al sindaco eventuali responsabilità lamentando un mancato coinvolgimento. Muzzarelli, usando un eufemismo, non l’ha presa proprio benissimo.
Tutto nasce da una partecipazione poco lungimirante alla fiera internazionale di Rimini dove, delegando a Bologna il marchio Modena, la nostra città è di fatto scomparsa. È stato il primo effetto della nuova destinazione turistica regionale, nella quale Muzzarelli ha creduto da subito: andare con Bologna per crescere insieme. Alla prima uscita, Bologna non solo ha nascosto Modena, non l’ha minimamente citata.
Questi sono i fatti, che piacciano o no. Non sono in discussione i progressi degli ultimi anni - che ci sono stati - e l’aumento dei turisti dopo l’esperienza di Expo, anche questa tangibile. È in discussione la strategia scelta che alla prima prova ha fatto acqua da tutte le parti.
E lo dimostra il documento che è stato presentato in Provincia giovedì scorso. Il titolo lasciava ben sperare “Programma Operativo annuale 2018 di promo commercializzazione turistica”. Ventidue pagine dove si vuole definire l’impianto organizzativo della promozione anche di Modena con un primo obiettivo, evidenziato a pagina 5: incrementare il mercato turistico del 3,5 per cento. L’elenco scorre senza picchi: attività di relazione con i media, partnership con compagnie aree, la partecipazione alle fiere «che - si legge - avverrà in maniera coordinata con Apt Servizi affinchè la pluralità dei brand sia gestita al meglio e in occasione di questi eventi - tra cui figura anche Rimini, ma il riferimento è all’edizione 2018 - verrà presentata l’offerta turistica della destinazione veicolando supporti cartacei e multimediali funzionali alla promozione della destinazione». Esattamente tutto ciò che è stato fatto per Bologna e non è stato fatto per Modena in questi giorni a Rimini.
Si entra anche nel merito di ciò che dovrà accadere: due uscite annuali di un libretto in autunno e primavera, organizzazione di eventi a Bologna - si, Bologna e non Modena - per promuovere il territorio metropolitano. Di eventi in città non se ne parla. Come, venendo ai soldi, non si parla di quanti saranno destinati a Modena rispetto al totale di un milione di euro, indicato nel bilancio complessivo. Una parte significativa la occupano, ad esempio, gli investimenti sul digital advertising. Bene, ma quanto per Modena? Appunto, la sostanza manca. Perché in questo caso i finanziamenti sono sostanziali per permettere a Modena di rialzare la testa e nuotare in direzione Bologna. Nel documento non se ne parla minimamente, nonostante un piano finanziario ci sia.
Davide Berti
Tutto nasce da una partecipazione poco lungimirante alla fiera internazionale di Rimini dove, delegando a Bologna il marchio Modena, la nostra città è di fatto scomparsa. È stato il primo effetto della nuova destinazione turistica regionale, nella quale Muzzarelli ha creduto da subito: andare con Bologna per crescere insieme. Alla prima uscita, Bologna non solo ha nascosto Modena, non l’ha minimamente citata.
Questi sono i fatti, che piacciano o no. Non sono in discussione i progressi degli ultimi anni - che ci sono stati - e l’aumento dei turisti dopo l’esperienza di Expo, anche questa tangibile. È in discussione la strategia scelta che alla prima prova ha fatto acqua da tutte le parti.
E lo dimostra il documento che è stato presentato in Provincia giovedì scorso. Il titolo lasciava ben sperare “Programma Operativo annuale 2018 di promo commercializzazione turistica”. Ventidue pagine dove si vuole definire l’impianto organizzativo della promozione anche di Modena con un primo obiettivo, evidenziato a pagina 5: incrementare il mercato turistico del 3,5 per cento. L’elenco scorre senza picchi: attività di relazione con i media, partnership con compagnie aree, la partecipazione alle fiere «che - si legge - avverrà in maniera coordinata con Apt Servizi affinchè la pluralità dei brand sia gestita al meglio e in occasione di questi eventi - tra cui figura anche Rimini, ma il riferimento è all’edizione 2018 - verrà presentata l’offerta turistica della destinazione veicolando supporti cartacei e multimediali funzionali alla promozione della destinazione». Esattamente tutto ciò che è stato fatto per Bologna e non è stato fatto per Modena in questi giorni a Rimini.
Si entra anche nel merito di ciò che dovrà accadere: due uscite annuali di un libretto in autunno e primavera, organizzazione di eventi a Bologna - si, Bologna e non Modena - per promuovere il territorio metropolitano. Di eventi in città non se ne parla. Come, venendo ai soldi, non si parla di quanti saranno destinati a Modena rispetto al totale di un milione di euro, indicato nel bilancio complessivo. Una parte significativa la occupano, ad esempio, gli investimenti sul digital advertising. Bene, ma quanto per Modena? Appunto, la sostanza manca. Perché in questo caso i finanziamenti sono sostanziali per permettere a Modena di rialzare la testa e nuotare in direzione Bologna. Nel documento non se ne parla minimamente, nonostante un piano finanziario ci sia.
Davide Berti
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