Modena, fonderia, si sperimenta filtro anti-odori
Costetti (Comitato Madonnina): «Una nostra vittoria, ma è solo il primo passo: restano aperte ancora due questioni»
MODENA. Dopo tante promesse per i prossimi anni, sul fronte delle emissioni delle Fonderie alla Madonnina arriva anche qualche fatto concreto. L’impianto di via Zarlati si sottoporrà a una sperimentazione nei prossimi mesi. Lo ha deciso il tavolo tecnico composto da Comune, Arpae e Ausl, approvando venerdì la soluzione proposta dall’azienda. Sarà installato un impianto che utilizzerà il principio della filtrazione per assorbimento. Per otto settimane saranno iniettati due tipi di carboni attivi per «intrappolare - spiega una nota del Comune - le molecole di carbonio organico totale e abbattere le sostanze odorigene». La sperimentazione sarà avviata per le emissioni E27; nel caso in cui si riveli efficace, riguarderà poi quelle E26. L’azienda hanno anche deciso di sospendere le attività dall’8 dicembre al 15 gennaio 2018. Ma perchè si è arrivati a questa decisione?
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Il semaforo verde a questa sperimentazione segue l’alt imposto invece alla ditta lo scorso 8 settembre. Tre giorni dopo, l’Agenzia regionale per l’ambiente (Arpae, appunto) ha diffuso i risultati delle ultime analisi, svolte tra maggio e giugno. Nella relazione si legge che «gli esiti dei controlli fiscali effettuate alle emissioni della ditta hanno evidenziato il rispetto dei valori limiti prescritti nell’Autorizzazione integrata ambientale (Aia) per tutte le emissioni controllate». Discorso diverso, tuttavia, va fatto per gli odori. «Si rileva come le emissioni di odori e di composti organici volatili siano ascrivibili prevalentemente alle emissioni E26 ed E27», è scritto ancora nella relazione. Le emissioni E26 sono quelle provenienti dalle fasi di lavorazione e recupero terra, dal tamburo rotativo e dalla granigliatura; quelle E27 riguardano la linea di distaffatura. I tecnici Arpae considerano «significativi» i valori di composti organici volatili legati al carbonio. Nell’elenco da loro stilato compaiono idrocarburi alifatici ciclici (cicloesano, eptano, ottano, nonano, decano, undecano, dodecano) e aromatici (benzene, toluene, xileni, etilbenzene, trimetilbenzene). Vi sono anche altre sostanze (tra cui l’acetone), di cui alcune «caratterizzate da soglie olfattive molto basse», sempre secondo l’Agenzia. «Non è pertanto da escludere che in certe condizioni atmosferiche possano essere avvertite maleodorazioni generate dall’attività della ditta», specifica Arpae. Ecco perché, è stabilito alla fine, «l’Agenzia ritiene necessaria l’implementazione di idonei sistemi di abbattimento di tali sostanze alle emissioni E26 ed E27, e adeguate modalità di verifica dell’efficacia di depurazione e di funzionalità dei dispositivi installati». Da qui il nuovo filtro. «Gli interventi sono una nostra vittoria – esclama Chiara Costetti, del comitato RespiriaMO aria pulita – ma restano aperte due questioni. Il sindaco deve firmare l’impegno che l’azienda si sposti entro il 2022 e poi vogliamo la sonda fissa».
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