Gazzetta di Modena

Modena

PARLIAMOCI. Turismo per caso

di ENRICO GRAZIOLI
PARLIAMOCI. Turismo per caso

Un tavolo bianco, senza sopra nulla e due sedie vuote, a guardarlo tra pareti nude. A volte un’immagine come quella dello stand modenese alla Fiera riminese del turismo, mecca della promozione...

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Un tavolo bianco, senza sopra nulla e due sedie vuote, a guardarlo tra pareti nude. A volte un’immagine come quella dello stand modenese alla Fiera riminese del turismo, mecca della promozione territoriale, rende l’idea più di mille parole. Rivelatesi negli anni inutili.

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E, almeno, l’impietoso ma incontestabile racconto della falsa partenza dell’alleanza Bologna-Modena fatto dalla nostra Gazzetta segna un punto fermo nella consapevolezza: del ritardo, dell’errore. Se insistiamo è perché da sempre crediamo che le potenzialità attrattive di questa terra siano una risorsa o sottovalutata o male impiegata. Nessuna città o provincia che davvero punta sulla propria bellezza si presenterebbe vestita da fantasma alla passerella più importante come ha fatto Modena, quasi inconsapevolmente. E tutte ragionerebbero con più attenzione sul ruolo gregario che si è accettato (o si è scelto, poco cambia e forse in peggio) nell’accodarsi alla Città Metropolitana: che dovrebbe fare da traino e invece per ora concede le briciole, in attesa magari di ricordarsi nel bisogno della periferia neo acquisita (senza neppure citarne il nome).

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Ma non è una novità né il frutto di una strategia che quando il Cersaie riempie gli alberghi a Bologna gli operatori vengano dirottati a ovest: il tema è che oggi e da tempo servirebbe altro. E che se ne occupi un sindaco o un assessore è solo un capitolo della vicenda, non necessariamente decisivo: anche perché è l’intera provincia e non solo il capoluogo a dover giocare questa partita fino in fondo, se ci crede, per ragioni a chiunque (a chiunque?) evidenti. Lo snodo è che Modena rimetta questo tema al posto che merita nella sua agenda politico amministrativa.

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E lo faccia con determinazione, lucidità e inventiva. Perché a leggerla, la bozza della convenzione con Bologna, oltre all’indeterminatezza della suddivisione delle cifre e a citazioni fulminanti tipo Ryanair come partner chiave della promozione del marchio (ehm...) non vi si trova un segno reale di novità e di accelerazione possibile. Ma può darsi che da qui al 2018 due fotografie, anche belle, alle pareti dello stand si riesca a collocarle.
 

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