San Cesario «Quei bambini vandali mi sono costati mille euro»
. Si accaniscono contro un negozio self service di corso Libertà La titolare: «Hanno una decina d’anni. Bruciano tavoli e rompono i distributori»
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SAN CESARIO. Dopo un’estate di danneggiamenti più o meno gravi Barbara Tossani ha detto basta. Lei è la titolare del forno di corso Libertà in centro a San Cesario e da qualche mese è alle prese con un gruppo di bambini terribili.
Chi pensa al classico gruppetto chiassoso, che magari trascorre i pomeriggi a giocare a pallone usando la vetrina del negozio come porta si sbaglia di grosso. I bambini, che hanno tra gli otto e i dieci anni e tra cui vi sono anche alcune bimbe, si stanno “divertendo” con attività ben meno ludiche, ma che rientrano senza ombra di dubbio nella categoria vandalismi. Barbara, infatti, oltre alla classica attività del forno, ne ha aperta un’altra adiacente. Si chiama Passadilà e altro non è che un corner per il self service, in cui ci sono alcuni tavolini e i distributori automatici. Si tratta di locali indipendenti, nel senso che per funzionare non hanno bisogno di personale: i clienti entrano, acquistano bevande e cibo dai distributori automatici, consumano sfruttando i tavolini presenti e se ne vanno.
Da inizio estate questo gruppetto di bambini lo ha iniziato ad utilizzare come sala giochi personale, in un’escalation di vandalismi che ha mandato su tutte le furie la titolare, alleggerendone anche il portafoglio a suon di danni.
«Ne fanno di tutti i colori - racconta Barbara -. Comprano le caramelle e le infilano nel distributore bloccandolo, prendono il caffè e lo rovesciano sulla vetrina, bruciano i tavoli; avevo dei vasetti con all’interno alcune piante li hanno rovesciati in terra. I distributori delle patatine li ho dovuti proprio togliere: costavano 250 euro e li rompevano sempre. Tutto era iniziato a luglio, perché mi erano arrivate bollette della luce esorbitanti. Questo perché i bambini accendevano l’aria condizionata, allora avevo spostato la presa più in alto. Ma niente da fare, si arrampicavano e la accendevano ugualmente. L’altra sera poi il culmine. Hanno dato fuoco alle cialde del caffè, non contenti le hanno sparse per tutta la strada fin verso la bacheca comunale e qui hanno strappato tutti gli avvisi e cartelli, spargendoci sopra il caffè. Io abito di fronte al mio forno, ma non faccio in tempo a vederli che se ne sono già andati. Sono del paese, arrivano in bici e agiscono sempre tra le 18 e le 20, solo una volta li ho beccati e sgridati, dicendo loro che li avrei denunciati: uno mi ha guardato e ha riso».
Barbara ha contattato anche la municipale: «Sono gentilissimi, ma anche loro non possono fare molto. Di certo io non voglio chiudere l’attività per colpa di quei bambini». (gib)
Chi pensa al classico gruppetto chiassoso, che magari trascorre i pomeriggi a giocare a pallone usando la vetrina del negozio come porta si sbaglia di grosso. I bambini, che hanno tra gli otto e i dieci anni e tra cui vi sono anche alcune bimbe, si stanno “divertendo” con attività ben meno ludiche, ma che rientrano senza ombra di dubbio nella categoria vandalismi. Barbara, infatti, oltre alla classica attività del forno, ne ha aperta un’altra adiacente. Si chiama Passadilà e altro non è che un corner per il self service, in cui ci sono alcuni tavolini e i distributori automatici. Si tratta di locali indipendenti, nel senso che per funzionare non hanno bisogno di personale: i clienti entrano, acquistano bevande e cibo dai distributori automatici, consumano sfruttando i tavolini presenti e se ne vanno.
Da inizio estate questo gruppetto di bambini lo ha iniziato ad utilizzare come sala giochi personale, in un’escalation di vandalismi che ha mandato su tutte le furie la titolare, alleggerendone anche il portafoglio a suon di danni.
«Ne fanno di tutti i colori - racconta Barbara -. Comprano le caramelle e le infilano nel distributore bloccandolo, prendono il caffè e lo rovesciano sulla vetrina, bruciano i tavoli; avevo dei vasetti con all’interno alcune piante li hanno rovesciati in terra. I distributori delle patatine li ho dovuti proprio togliere: costavano 250 euro e li rompevano sempre. Tutto era iniziato a luglio, perché mi erano arrivate bollette della luce esorbitanti. Questo perché i bambini accendevano l’aria condizionata, allora avevo spostato la presa più in alto. Ma niente da fare, si arrampicavano e la accendevano ugualmente. L’altra sera poi il culmine. Hanno dato fuoco alle cialde del caffè, non contenti le hanno sparse per tutta la strada fin verso la bacheca comunale e qui hanno strappato tutti gli avvisi e cartelli, spargendoci sopra il caffè. Io abito di fronte al mio forno, ma non faccio in tempo a vederli che se ne sono già andati. Sono del paese, arrivano in bici e agiscono sempre tra le 18 e le 20, solo una volta li ho beccati e sgridati, dicendo loro che li avrei denunciati: uno mi ha guardato e ha riso».
Barbara ha contattato anche la municipale: «Sono gentilissimi, ma anche loro non possono fare molto. Di certo io non voglio chiudere l’attività per colpa di quei bambini». (gib)
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