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Tre ladri del Parmigiano bloccati con 80 forme

di Daniele Montanari
Tre ladri del Parmigiano bloccati con 80 forme

Pavullo. Blitz di carabinieri e polizia ad Arezzo: fermato il carico con la merce Il casaro del Rio San Michele e il presidente Giusti: «Grande operazione, grazie»

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PAVULLO . Lupin del formaggio in trappola, o perlomeno una parte consistente della banda. Con consistente restituzione del bottino. Nella tarda serata di venerdì, ad Arezzo, è stato fermato un furgone dove a bordo sono state rinvenute 80 delle 123 forme di Parmigiano rubate nella notte tra martedì e mercoledì al caseificio sociale Rio San Michele di Camatta, dopo l’irruzione da una finestra laterale molto stretta.

L’operazione è frutto di una sinergia tra i carabinieri del Norm di Pavullo e la polizia Stradale aretina, che ha proceduto, intorno alle 21, al controllo del mezzo sospetto e al fermo dei tre ucraini trovati a bordo. I militari di Pavullo, attraverso i loro canali investigativi, avevano messo in allerta le forze dell’ordine su un eventuale passaggio di un furgone bianco su cui avevano raccolto alcuni elementi tra Camatta e dintorni. Velocissima la collaborazione a distanza: da Arezzo hanno fatto foto dell’insolito carico, a Pavullo hanno confrontato la matricola a marchio, che coincideva perfettamente con il numero 1276 che identifica il caseificio di Rio San Michele. I carabinieri si sono quindi precipitati a Camatta, hanno svegliato il casaro verso le 22 e hanno sottoposto le foto a lui e al presidente del caseificio Ermanno Giusti.

È quindi arrivata la conferma ufficiale e ad Arezzo si è così proceduto al fermo dei tre e al sequestro del formaggio, per cui già ieri mattina è stata disposta la restituzione: Giusti, con due ragazzi del caseificio, è andato in Toscana a caricare e ieri sera le 80 forme erano già tornate in magazzino.

«È stato un piacere essere svegliato per una notizia del genere - ha detto il casaro Giacomo Pagliarini mostrando orgoglioso il numero di matricola che ha incastrato i ladri - Il furto di stagionato ci stava mettendo veramente in difficoltà: rischiavamo di non averne più per il nostro spaccio, che per quanto piccolo continua ad andare molto bene. Un grazie di cuore alle forze dell’ordine per questa risposta così rapida».

«Sinceramente non pensavo che le forme sarebbero state trovate, 80 su 123 sono tante - ha precisato Giusti sulla via del rientro col carico - è stata una gran cosa per noi che ci trovavamo in una situazione molto complicata, forse irrecuperabile. Voglio fare un secondo ringraziamento ai carabinieri di Pavullo per l’impegno messo in questa indagine, e ovviamente anche alla polizia aretina. Spero che attraverso gli individui fermati si riescano ad ottenere elementi utili a risolvere anche altri casi di furto nelle nostre zone». Ed è proprio su questa strada che le indagini proseguono.

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