Gazzetta di Modena

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LA RECENSIONE #1  

“Encore”: attrazione e repulsione nelle tecniche dell’Homo amans

Uno spazio piano, elementare, cartesiano: due assi perpendicolari tengono insieme gli estremi ed esplorano la scena in estensione e profondità. Un uomo e una donna, tra loro si tracciano linee dritte,...

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Uno spazio piano, elementare, cartesiano: due assi perpendicolari tengono insieme gli estremi ed esplorano la scena in estensione e profondità. Un uomo e una donna, tra loro si tracciano linee dritte, angoli retti, profili taglienti e un arco ideale, teso nel loro continuo guardarsi. Nel suo “Encore”, lungo questo ponte a croce, bianco di luce sull'abisso, Terzopoulos dispiega il percorso obbligato dell'incessante alternanza di attrazione e repulsione. Eros e Polemos, unione e scissione, principio cosmico, prima della parola greca millenaria, prima dell'uomo.

Una fenomenologia, in cui la doppia legge universale si incarna nell'uomo e nelle sue tecniche. Tecniche di combattimento, di tortura, di difesa, in cui piacere e dolore si confondono mentre gli attori impugnano lame affilate, componendo disegni sinuosi, figure marziali, prima di sfiorare le carni dell'altro. Tecniche di seduzione, in cui lo sguardo si fa parola suadente, evocativa, si fa canzone d'amor cortese. Tecniche umane – riprodotte dal continuo cercarsi degli attori, dal loro respingersi, avvinghiarsi, ferirsi – che irreggimentano la forza irresistibile di Eros e Polemos, ma che ugualmente e forse più crudelmente consumano chi le impersona.

Gianluca Poggi

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