Modena, in 3mila con il Fai nel percorso che ricorda la Grande Guerra
A cento anni dalla disfatta di Caporetto, in occasione della giornata Fai Autunno, circa tremila visitatori hanno percorso un lungo, intenso ed emozionante tragitto sulle tracce della Grande Guerra a...
MODENA. A cento anni dalla disfatta di Caporetto, in occasione della giornata Fai Autunno, circa tremila visitatori hanno percorso un lungo, intenso ed emozionante tragitto sulle tracce della Grande Guerra a Modena. Una città che all’indomani della disastrosa disfatta del 24 ottobre 1917, dichiarata territorio di guerra, è stata attraversata da 30mila profughi in fuga dalle zone invase dopo l’offensiva austro - germanica seguita alla battaglia sul fiume Isonzo di cui la metà, circa 15mila, si stabilì tra Modena e altri comuni fino alla fine della guerra nel 1918. Dati e cifre anticipati in una conferenza, sabato in piazza Grande, dallo storico Daniel Degli Esposti, per iniziativa dell’Istituto Storico in collaborazione con il Fai Giovani e l’Anmig, Ass. Nazionale Mutilati e Invalidi di Guerra. E grazie al Fai, per tutta la giornata di ieri, al Tempio monumentale eretto ai Caduti in Piazzale Natale Bruni ( finalmente è stato possibile, dopo la lunga chiusura al pubblico a causa del terremoto del 2012, vedere la cripta ieratica e sacrale dove, sui pilastri e sulle pareti sono scolpiti tutti i nomi dei 7.237 caduti di Modena e provincia nel corso della Prima Guerra Mondiale.
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Da qui, per merito dei volontari del Fai Giovani, presieduto da Vittorio Cavani si è snodato un lungo e intenso ed emozionante itinerario alla riscoperta dei luoghi modenesi sorti per ricordare la Grande Guerra, con l’ausilio di una ventina di studenti del Liceo Muratori San Carlo nel ruolo di ciceroni, davvero ben preparati, che ha toccato il Parco delle Rimembranze, una lunga fascia verde compresa tra viale Martiri Libertà e piazzale Risorgimento, polmone verde della città sorto sul tracciato delle antiche mura abbattute tra il 1880 e il 1920, inaugurato nel 1923, vero e proprio sacrario vivente, dove furono piantati 600 alberi in memoria dei caduti (il progetto iniziale mai portato a termine, prevedeva la realizzazione di 960 alberi corrispondenti al numero di caduti residenti nella sola Modena esclusa la provincia). Dopo un’immancabile sosta al sasso proveniente dal Monte Grappa, anch’esso simbolo potente dei fatti rievocati in questo centenario, tanti hanno fatto visita anche alla casa del Mutilato, una costruzione sorta nel 1935 tuttora sede dell’Anmig che celebra quest’anno il centenario della fondazione.
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