Coop e appalti Castelfrigo: 75 operai sono licenziati
Le ditte che ricevono il lavoro dall’azienda di Castelnuovo dimezzano il personale Cgil: «Rifiutata la rimodulazione degli orari, responsabile anche il committente»
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Non c’è pace per il settore modenese della lavorazione carni. Al centro dell’attenzione di nuovo Castelfrigo di Castelnuovo e le cooperative che ricevono il lavoro in appalto dalla stessa azienda castelnovese con 75 licenziamenti, che significano una forza lavoro dimezzata.
«Le cooperative in appalto si preparano a licenziare la metà dei soci-lavoratori», dicono i sindacati. Venerdì scorso nella sede dell'Agenzia regionale per il lavoro c'è stata una nuova fumata nera, dopo l'incontro sindacale sulla procedura di licenziamento collettivo per 75 soci-lavoratori, su un totale di 148, delle cooperative che hanno il lavoro in appalto dalla Castelfrigo. Il licenziamento collettivo era stato avviato il 9 giugno scorso, quando le due coop appaltatrici Work Service e Ilia D.A., avevano annunciato la chiusura di due linee di produzione da parte dell'azienda committente Castelfrigo. Dopo il mancato accordo di venerdì scorso le cooperative potranno procedere ora al licenziamento, che è atteso nei prossimi giorni.
«Pur di scongiurare i licenziamenti - dicono i sindacati Filt e Flai Cgil - abbiamo chiesto alle cooperative di rimodulare gli orari di lavoro dei soci-lavoratori senza costi aggiuntivi per le aziende. Ma le cooperative hanno rifiutato questa misura di solidarietà proposta dai lavoratori e hanno insistito per un licenziamento collettivo, senza accordo sindacale, senza incentivi all'esodo e senza volere applicare ammortizzatori sociali conservativi». Aggiungono i sindacalisti Adriano Montorsi e Marco Bottura: «Attribuiamo certamente la responsabilità di questi licenziamenti alla due cooperative ma anche alla volontà della Castelfrigo, perchè è l'azienda committente che ha tutto il potere contrattuale necessario per controllare l'appalto. Castelfrigo si è risolutamente negata a qualsivoglia confronto sul piano industriale».
Da parte sua Castelfrigo sottolinea che «ancora una volta Cgil è quantomeno imprecisa. Castelfrigo ha partecipato a tutti gli incontri di trattativa sindacale con grande spirito di disponibilità, offrendo tutte le risposte a quanto le sigle sindacali hanno via via richiesto. E di ciò esiste prova: i verbali degli incontri in argomento. Castelfrigo ha dato sempre ampia contezza delle ragioni aziendali che impongono un nuovo piano industriale».
«Le cooperative in appalto si preparano a licenziare la metà dei soci-lavoratori», dicono i sindacati. Venerdì scorso nella sede dell'Agenzia regionale per il lavoro c'è stata una nuova fumata nera, dopo l'incontro sindacale sulla procedura di licenziamento collettivo per 75 soci-lavoratori, su un totale di 148, delle cooperative che hanno il lavoro in appalto dalla Castelfrigo. Il licenziamento collettivo era stato avviato il 9 giugno scorso, quando le due coop appaltatrici Work Service e Ilia D.A., avevano annunciato la chiusura di due linee di produzione da parte dell'azienda committente Castelfrigo. Dopo il mancato accordo di venerdì scorso le cooperative potranno procedere ora al licenziamento, che è atteso nei prossimi giorni.
«Pur di scongiurare i licenziamenti - dicono i sindacati Filt e Flai Cgil - abbiamo chiesto alle cooperative di rimodulare gli orari di lavoro dei soci-lavoratori senza costi aggiuntivi per le aziende. Ma le cooperative hanno rifiutato questa misura di solidarietà proposta dai lavoratori e hanno insistito per un licenziamento collettivo, senza accordo sindacale, senza incentivi all'esodo e senza volere applicare ammortizzatori sociali conservativi». Aggiungono i sindacalisti Adriano Montorsi e Marco Bottura: «Attribuiamo certamente la responsabilità di questi licenziamenti alla due cooperative ma anche alla volontà della Castelfrigo, perchè è l'azienda committente che ha tutto il potere contrattuale necessario per controllare l'appalto. Castelfrigo si è risolutamente negata a qualsivoglia confronto sul piano industriale».
Da parte sua Castelfrigo sottolinea che «ancora una volta Cgil è quantomeno imprecisa. Castelfrigo ha partecipato a tutti gli incontri di trattativa sindacale con grande spirito di disponibilità, offrendo tutte le risposte a quanto le sigle sindacali hanno via via richiesto. E di ciò esiste prova: i verbali degli incontri in argomento. Castelfrigo ha dato sempre ampia contezza delle ragioni aziendali che impongono un nuovo piano industriale».
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