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Corassori, il grido d’allarme dei negozi

di Fabrizio Tosi
Corassori, il grido d’allarme dei negozi

La chiusura dell’Ecu accende le rivendicazioni: «Dal Comune nessuna risposta, siamo tagliati fuori dalle rotte commerciali»

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FORMIGINE. La chiusura del discount Ecu ha scatenato una piccola protesta da parte di cinque delle sette attività rimanenti nel comparto Corassori. Già venerdì sera erano apparsi, sparsi un po’ ovunque, gli articoli della Gazzetta, che hanno tappezzato alcuni muri e le vetrine per sensibilizzare anche i cittadini del comparto.

Causa dell’alzata di voce imprenditoriale, rappresentata da Katia (titolare della tabaccheria), Simona (titolare del forno), Salvatore (pizzeria) Lina (bar) e Marzia (parrucchiera con il negozio posto sul lato dispari della strada), è stata la dichiarazione dell’assessorato alle Attività produttive riguardo l’oramai prossima pubblicazione dell’imminente bando sulle attività ambulanti di generi alimentari, frutta e verdura in particolar modo nonostante un esperimento analogo è già stato testato e concluso negativamente per i mercatini agricoli nel comparto Quattro Passi.

«Perché il Comune si fa vivo soltanto ora con la chiusura dell’Ecu? - si sono chiesti tutti e cinque i commercianti - Perché non sono intervenuti prima? Avevamo concordato una collaborazione e protocollato, con la firma di tutte e sette le attività una richiesta d’iniziative nell’ampio spazio che il nostro quartiere mette a disposizione, ma in questi mesi non ci è arrivato nessun segnale, nemmeno un semplice “come sta andando”. La modifica della viabilità ha creato un mutamento del traffico nel nostro quartiere rendendolo isolato al passaggio di veicoli e ciclisti. In questo modo, noi commercianti ci troviamo chiusi all’interno di una gabbia, dove l’unica via d’uscita percorribile potrebbe essere la chiusura. L’abbassamento definitivo delle serrande del discount sta portando e porterà successivamente un ulteriore decremento di persone, le quali preferiranno recarsi direttamente a Formigine o a Modena percorrendo il neonato Bypass Corassori, dove la neonata Ipercoop fa da sfondo, mentre noi stiamo “soffocando”. Nonostante non siamo riuniti in associazioni legalmente riconosciute, noi commercianti a ridosso del civico 50, abbiamo sempre collaborato tra di noi, aiutandoci ed investendo per il bene comune. Siamo un punto di riferimento per i nostri residenti, lavoriamo da anni, perché ci dobbiamo sentire trattati così? Perché in questi mesi non abbiamo avuto aggiornamenti?».

Tanti perché, tanti se, tante preoccupazioni, soprattutto per il futuro di una piccola area che, in passato, è riuscita ad ottenere un importante riqualificazione grazie alla forza-lavoro dei propri imprenditori.

«Non ci siamo dimenticati del comparto - ha affermato di contro l’assessorato alle Attività produttive - stiamo lavorando per poter rispettare gli accordi presi non solo per il bando pubblico, ma anche per la sperimentazione di una collaborazione tra Comune e attività commerciali al fine di organizzare iniziative attrattive nel quartiere, come del resto abbiamo fatto durante tutta l’estate per portare eventi anche nelle frazioni, a beneficio di cittadini e commercianti. Abbiamo peraltro subito predisposto tutte le autorizzazioni per permettere una segnaletica che richiamasse utenza ma gli stessi commercianti hanno preferito attendere per verificare l’andamento. Rimaniamo a loro disposizione per qualsiasi chiarimento, invitandoli a contattarci direttamente».

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