Hpe Coxa investe per la ricerca
L’azienda di Modena del settore automotive presenta il nuovo Centro e assume
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Al primo posto ci sono le persone, perché sono loro, prima della tecnologia, a fare grande un’impresa. E allora ecco che insieme alle stampanti 3D e al laboratorio metallurgico e metrologico arrivano venti nuovi assunti: tutti ingegneri, che avranno il compito di lavorare e assemblare pezzi con le tecnologie additive. Sono le novità di Hpe Coxa, l’azienda modenese specializzata in engineering per il settore dell’automotive, motorsport e automation solution, che ieri mattina ha inaugurato il nuovo Centro di ricerca Metal additive nella sede di via Dalla Costa. Un segnale chiaro della volontà dell’azienda di investire in ricerca e innovazione: «Realizzato in tempi record - ha spiegato l’Ad Andrea Bozzoli - il Centro di ricerca è stato progettato e creato per assicurare in modo rigoroso l’integrazione tra progettazione, simulazione e produzione in un’ottica esclusivamente additiva».
Un investimento da otto milioni di euro, di cui 3,5 finanziati dalla Regione Emilia Romagna attraverso la Legge 14, per un progetto che sarà realizzato nell’arco di tre anni e che prevede l’assunzione di venti ingegneri: «Il vero vantaggio competitivo - ha aggiunto Bozzoli - è proprio la presenza integrata di ingeneri e mezzi, utilizzando però la tecnologia additiva invece di quella tradizionale». Inserito in una logica di Smart factory, il Centro di ricerca è complementare alle tecnologie presenti all’interno del Mil, il Machining innovation lab inaugurato lo scorso anno da Hpe Coxa, con un investimento di 2,5 milioni di euro. L’innovativo modello organizzativo del Centro di ricerca prevede un responsabile operativo e allo stesso tempo una direzione scientifica, realizzata nell’ambito di una collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria di Unimore per sviluppare un programma di ricerca da abbinare alle attività produttive che il Centro - realizzato in collaborazione con Dmg Mori e Accenture - è in grado di effettuare.
«Un progetto finanziato anche con i fondi della nostra Legge sull’attrattività - ha commentato il presidente della Regione Stefano Bonaccini, intervenuto al taglio del nastro - un centro in grado di relazionarsi con istituti di ricerca, laboratori e università contribuendo a sviluppare innovazione, migliorare il trasferimento tecnologico e creare quel terreno fertile che permette lo sviluppo di nuove start up. L’obiettivo comune, come in una corsa di Formula 1, è di fare squadra riposizionando l’Emilia Romagna tra le realtà più avanzate in termini di performance economica e di “spessore” della comunità di ricerca, formazione e produzione. Vogliamo essere la regione d’Europa dove non solo formarsi, ma impiantare la “testa” di cicli produttivi oggi più che mai globali».
Luca Gardinale
Un investimento da otto milioni di euro, di cui 3,5 finanziati dalla Regione Emilia Romagna attraverso la Legge 14, per un progetto che sarà realizzato nell’arco di tre anni e che prevede l’assunzione di venti ingegneri: «Il vero vantaggio competitivo - ha aggiunto Bozzoli - è proprio la presenza integrata di ingeneri e mezzi, utilizzando però la tecnologia additiva invece di quella tradizionale». Inserito in una logica di Smart factory, il Centro di ricerca è complementare alle tecnologie presenti all’interno del Mil, il Machining innovation lab inaugurato lo scorso anno da Hpe Coxa, con un investimento di 2,5 milioni di euro. L’innovativo modello organizzativo del Centro di ricerca prevede un responsabile operativo e allo stesso tempo una direzione scientifica, realizzata nell’ambito di una collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria di Unimore per sviluppare un programma di ricerca da abbinare alle attività produttive che il Centro - realizzato in collaborazione con Dmg Mori e Accenture - è in grado di effettuare.
«Un progetto finanziato anche con i fondi della nostra Legge sull’attrattività - ha commentato il presidente della Regione Stefano Bonaccini, intervenuto al taglio del nastro - un centro in grado di relazionarsi con istituti di ricerca, laboratori e università contribuendo a sviluppare innovazione, migliorare il trasferimento tecnologico e creare quel terreno fertile che permette lo sviluppo di nuove start up. L’obiettivo comune, come in una corsa di Formula 1, è di fare squadra riposizionando l’Emilia Romagna tra le realtà più avanzate in termini di performance economica e di “spessore” della comunità di ricerca, formazione e produzione. Vogliamo essere la regione d’Europa dove non solo formarsi, ma impiantare la “testa” di cicli produttivi oggi più che mai globali».
Luca Gardinale
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