Innovazione con la rete 5G Modena vuole contare
di Davide Berti
La città si candida ad essere tra coloro che sperimenteranno la nuova tecnologia nei prossimi quattro anni. Tappa fondamentale per smart city e automotive
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Se dovessimo dare un numero per descrivere il futuro sarebbe 5. Precisamente 5G, l’evoluzione dell’attuale rete 4G grazie alla quale ogni giorno tutti comunichiamo.
E Modena proverà ad avere un ruolo da protagonista. La trattativa con il Ministero è già ben avviata per poter contare di essere una delle città pilotate nella quale la sperimentazione verrà implementata nei prossimi anni, in attesa del 2022, anno nel quale il 5G entrerà a regime.
C’è, prima di tutto, una ragione di prospettiva e strategia che riguarda gli investimenti fatti grazie al Bando Periferie nella zona Nord della città. La riqualificazione del Mercato Bestiame, infatti, passerà anche dal rendere il quartiere sviluppato attorno a via del Mercato e al Canaletto sempre più smart. Sarà la culla dell’hub tecnologico della città, sarà lì che l’automotive sperimenterà la guida senza conducente, sarà lì che le case automobilistiche proveranno nuove soluzioni in termini di innovazione. E tutto passerà da una rete che dovrà far viaggiare i dati e le comunicazione ad una velocità sempre maggiore. Il 5G sarà fondamentale perchè tutte queste applicazioni e implementazioni, altrimenti, rischierebbero di non funzionare o, ancora peggio, di saturare la rete esistente, finendo per portare disservizi ai normali cittadini.
Una conseguenza che Modena non si può permettere e oper questa ragione le richieste sono giàs state avviate agli uffici competenti del Ministero.
Costruire una “Città 5G” è la sfida vera dei prossimi mesi, in cui famiglie e imprese possano beneficiare di servizi innovativi che interessano ambiti come la salute, la mobilità, la sicurezza, la prevenzione e la gestione delle emergenze.
Intanto altre città stanno partendo. La sperimentazione di Prato, che fa parte di un “lotto” che vedrà coinvolta successivamente anche L’Aquila, vede come protagonisti principali Open Fiber e Wind Tre che realizzeranno i progetti sperimentali della tecnologia 5G dopo essersi aggiudicate, lo scorso settembre, un bando del Mise. Analoghe iniziative, con protagonisti altri operatori di tlc tra cui Telecom Italia e Vodafone, verranno messe in campo in ulteriori tre città italiane: Matera, Bari e area Metropolitana di Milano. In questo modo l’Italia avrà ben cinque luoghi in cui si sperimenteranno i nuovi servizi mobili, a differenza degli altri Stati europei dove il test sarà concentrato in una sola località per Paese. Modena potrebbe essere la prossima.
E Modena proverà ad avere un ruolo da protagonista. La trattativa con il Ministero è già ben avviata per poter contare di essere una delle città pilotate nella quale la sperimentazione verrà implementata nei prossimi anni, in attesa del 2022, anno nel quale il 5G entrerà a regime.
C’è, prima di tutto, una ragione di prospettiva e strategia che riguarda gli investimenti fatti grazie al Bando Periferie nella zona Nord della città. La riqualificazione del Mercato Bestiame, infatti, passerà anche dal rendere il quartiere sviluppato attorno a via del Mercato e al Canaletto sempre più smart. Sarà la culla dell’hub tecnologico della città, sarà lì che l’automotive sperimenterà la guida senza conducente, sarà lì che le case automobilistiche proveranno nuove soluzioni in termini di innovazione. E tutto passerà da una rete che dovrà far viaggiare i dati e le comunicazione ad una velocità sempre maggiore. Il 5G sarà fondamentale perchè tutte queste applicazioni e implementazioni, altrimenti, rischierebbero di non funzionare o, ancora peggio, di saturare la rete esistente, finendo per portare disservizi ai normali cittadini.
Una conseguenza che Modena non si può permettere e oper questa ragione le richieste sono giàs state avviate agli uffici competenti del Ministero.
Costruire una “Città 5G” è la sfida vera dei prossimi mesi, in cui famiglie e imprese possano beneficiare di servizi innovativi che interessano ambiti come la salute, la mobilità, la sicurezza, la prevenzione e la gestione delle emergenze.
Intanto altre città stanno partendo. La sperimentazione di Prato, che fa parte di un “lotto” che vedrà coinvolta successivamente anche L’Aquila, vede come protagonisti principali Open Fiber e Wind Tre che realizzeranno i progetti sperimentali della tecnologia 5G dopo essersi aggiudicate, lo scorso settembre, un bando del Mise. Analoghe iniziative, con protagonisti altri operatori di tlc tra cui Telecom Italia e Vodafone, verranno messe in campo in ulteriori tre città italiane: Matera, Bari e area Metropolitana di Milano. In questo modo l’Italia avrà ben cinque luoghi in cui si sperimenteranno i nuovi servizi mobili, a differenza degli altri Stati europei dove il test sarà concentrato in una sola località per Paese. Modena potrebbe essere la prossima.
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