LA PLAYLIST
Liuto, ballate e sintetizzatori Note “condivise” di metà festival
Si può uscire da teatro con un motivetto nella testa? Possibile ritrovarsi a canticchiarlo qualche giorno più tardi, in questo ottobre di metà festival?A Vie la musica si fa protagonista, attingendo...
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Si può uscire da teatro con un motivetto nella testa? Possibile ritrovarsi a canticchiarlo qualche giorno più tardi, in questo ottobre di metà festival?
A Vie la musica si fa protagonista, attingendo da secoli di patrimonio occidentale. Così Chekhov’s First Play rievoca la campagna russa attraverso “Korobeiniki”, ballata ottocentesca ormai inscindibile dal “Theme A” di Tetris per le nostre orecchie post-Nintendo. La contaminazione pop del classico continua con “Wrecking Ball” di Miley Cyrus, ma soprattutto con l'irresistibile “A New Error” dei Moderat. Dall'elettronica alla canzone elisabettiana rinascimentale: Encore rovescia i ruoli dell'amor cortese facendo cantare alla donna la melanconica “Can She Excuse My Wrongs” di Dowland - già riproposta da Sting. Infine Benvenuto Umano si distingue per una raffinata scelta di brani, in cui il testo in musica si fa tutt'uno con la danza. Da “You Want It Darker” di Cohen all'elettronica hip hop “Alien” dei Die Antwoord, Fever Ray con “If I Had a Heart” e la cover di “My Body Is a Cage” degli Arcade Fire.
Nel tempo dell'ascolto privato, auricolare, il teatro interpella le identità dei singoli per riscoprire un terreno musicale nuovo, ma condiviso.
Gianluca Poggi
A Vie la musica si fa protagonista, attingendo da secoli di patrimonio occidentale. Così Chekhov’s First Play rievoca la campagna russa attraverso “Korobeiniki”, ballata ottocentesca ormai inscindibile dal “Theme A” di Tetris per le nostre orecchie post-Nintendo. La contaminazione pop del classico continua con “Wrecking Ball” di Miley Cyrus, ma soprattutto con l'irresistibile “A New Error” dei Moderat. Dall'elettronica alla canzone elisabettiana rinascimentale: Encore rovescia i ruoli dell'amor cortese facendo cantare alla donna la melanconica “Can She Excuse My Wrongs” di Dowland - già riproposta da Sting. Infine Benvenuto Umano si distingue per una raffinata scelta di brani, in cui il testo in musica si fa tutt'uno con la danza. Da “You Want It Darker” di Cohen all'elettronica hip hop “Alien” dei Die Antwoord, Fever Ray con “If I Had a Heart” e la cover di “My Body Is a Cage” degli Arcade Fire.
Nel tempo dell'ascolto privato, auricolare, il teatro interpella le identità dei singoli per riscoprire un terreno musicale nuovo, ma condiviso.
Gianluca Poggi
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