«Nessuno vuole quelle 550 case»
Il comitato Morane: «Caro sindaco, non siamo contrari ai poveri, ma al cemento»
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Magari sono meno “social” dei colleghi di “Mobastacemento”, ma sono ugualmente determinati e pronti a far valere le loro ragioni.
Dopo aver incontrato residenti e commercianti, raccogliendo 700 firme che sono state consegnate al sindaco Muzzarelli, ad affrontare il tema delle nuove case di Vaciglio è il comitato che ha promosso la petizione cartacea. E proprio al primo cittadino i residenti hanno qualcosa da dire: «La nostra raccolta firme è stata più volte citata - spiega il comitato - dicendo che i firmatari avevano chiesto delle migliorie alle quali sono state date risposte positive».
«La realtà, però, è un’altra, perché le 700 firme raccolte chiedevano cose che non sono state minimamente prese in considerazione. Dietro a quelle firme c’è un intero quartiere che non vuole questo comparto - incalza il comitato - e che ci chiede di continuare a protestare: noi naturalmente lo faremo, perché in città ci sono tante aree che possono essere riqualificate, alcune delle quali già urbanizzate ma poi abbandonate». I residenti fanno quindi notare di essere «stati anche accusati di essere contrari all’arrivo di poveri o stranieri: nulla di tutto questo, siamo solo contrari alla cementificazione che distrugge la natura come se questa fosse un bene infinito».
E poi, tra le questioni centrali, c’è anche quella del traffico: «Via Morane è sempre trafficatissima - spiega il comitato - e via Vaciglio ancora peggio, tanto che negli orari di punta è davvero un’impresa affrontare l’incrocio con la Vignolese». Quindi, un giudizio sul Consiglio comunale di giovedì scorso: «Abbiamo finalmente capito che non è mai stata una questione di risarcimenti - incalza il comitato - ma si vuole costruire e basta, al di là di quello che chiedono i cittadini.
E se gli elettori avevano creduto che il saldo zero volesse dire “zero consumo di suolo vergine”, hanno preso un abbaglio: come è stato spiegato in Consiglio comunale, “saldo zero” non ha quel significato». Il comitato, comunque, fa sapere di non volersi arrendere: «Continueremo a batterci per dire “no” ad un progetto che i modenesi non vogliono».
Luca Gardinale
Dopo aver incontrato residenti e commercianti, raccogliendo 700 firme che sono state consegnate al sindaco Muzzarelli, ad affrontare il tema delle nuove case di Vaciglio è il comitato che ha promosso la petizione cartacea. E proprio al primo cittadino i residenti hanno qualcosa da dire: «La nostra raccolta firme è stata più volte citata - spiega il comitato - dicendo che i firmatari avevano chiesto delle migliorie alle quali sono state date risposte positive».
«La realtà, però, è un’altra, perché le 700 firme raccolte chiedevano cose che non sono state minimamente prese in considerazione. Dietro a quelle firme c’è un intero quartiere che non vuole questo comparto - incalza il comitato - e che ci chiede di continuare a protestare: noi naturalmente lo faremo, perché in città ci sono tante aree che possono essere riqualificate, alcune delle quali già urbanizzate ma poi abbandonate». I residenti fanno quindi notare di essere «stati anche accusati di essere contrari all’arrivo di poveri o stranieri: nulla di tutto questo, siamo solo contrari alla cementificazione che distrugge la natura come se questa fosse un bene infinito».
E poi, tra le questioni centrali, c’è anche quella del traffico: «Via Morane è sempre trafficatissima - spiega il comitato - e via Vaciglio ancora peggio, tanto che negli orari di punta è davvero un’impresa affrontare l’incrocio con la Vignolese». Quindi, un giudizio sul Consiglio comunale di giovedì scorso: «Abbiamo finalmente capito che non è mai stata una questione di risarcimenti - incalza il comitato - ma si vuole costruire e basta, al di là di quello che chiedono i cittadini.
E se gli elettori avevano creduto che il saldo zero volesse dire “zero consumo di suolo vergine”, hanno preso un abbaglio: come è stato spiegato in Consiglio comunale, “saldo zero” non ha quel significato». Il comitato, comunque, fa sapere di non volersi arrendere: «Continueremo a batterci per dire “no” ad un progetto che i modenesi non vogliono».
Luca Gardinale
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