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Nonantola, palestre, il paese si spacca: ora si va al Tar

Nonantola, palestre, il paese si spacca: ora si va al Tar

Per la Polisportiva il bando è da rifare. Il sindaco Nannetti cerca la pace: «Serve più umiltà» 

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NONANTOLA. La Polisportiva ha deciso: andrà per vie legali al fine di potersi riprendere la gestione della bocciofila e della palestra, che ha perso non depositando l’offerta dopo aver presentato manifestazione d’interesse. Strutture che la Pol ha gestito per anni e che sono state affidate, con trattativa privata, a La Pieve insieme a Dance&Sport. I nuovi gestori si sono già presentati ai soci esprimendo “la volontà di non cambiare nulla rispetto alle attività già presenti, rispettando le abitudini degli iscritti storici - spiega il sindaco Federica Nannetti - e di presentare annualmente i propri bilanci in modo da decidere insieme gli investimenti da compiere. Questa amministrazione sta cercando di favorire una mediazione che ha già dato frutti: le attività di calcio seguite dalla Pieve e il pattinaggio hanno già trovato un accordo sull’utilizzo degli spazi della Polivalente (in un’altra palestra, ndr), in modo che gli utenti non ne siano minimamente penalizzati, così come proseguiranno le serate danzanti sempre nella stessa palestra. Rimangono ancora alcune questioni aperte che il nuovo gestore e Polisportiva dovranno verificare, tra le quali il tesseramento dei soci e la copertura delle spese necessarie per garantire il prosieguo di alcune attività. Inoltre, Nonaginta Srl verificherà l’entità di alcuni piccoli lavori di manutenzione ordinaria emersi. Saranno infine valutati eventuali riconoscimenti, se dovuti, a fronte di investimenti fatti negli anni dalla precedente gestione».

«Continueremo come Amministrazione - prosegue la Nannetti - a convocare le parti, per cercare una mediazione a tutela dello sport nonantolano tutto. Certo è che il ricorso al Tar presentato da Polisportiva nell’ultimo giorno utile, al fine di sospendere l’assegnazione del lotto 3 (per il quale non ha presentato offerta) e tornare a bandire la gara, non aiuta a distendere gli animi. Ribadiamo la massima regolarità del bando e della procedura seguita, ma non nascondiamo il rammarico per questa scelta che comporterà l’accantonamento di circa 15mila euro dal prossimo bilancio, per la copertura iniziale delle spese legali. Vogliamo allora invitare tutti i soggetti a proseguire nella strada della collaborazione che, con giudizio e un po’ più di umiltà di tutti, può portare a risolvere questioni meramente organizzative in modo amichevole. Il nuovo contesto venuto a delinearsi richiede uno sforzo per fare prevalere l'interesse generale ed è evidente che per raggiungere questo obiettivo ognuno deve essere disponibile a mettere in discussione il proprio interesse particolare».

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