Gazzetta di Modena

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Oltre la linea gialla con Gli Omini

di Ornella Giua
Oltre la linea gialla con Gli Omini

Al teatro delle Moline la compagnia pistoiese presenta “Il controllore” che racconta le “vite sui binari”

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Dalla Transappenninica a teatro, con il treno. La compagnia pistoiese Gli Omini ha segnato l'apertura di Vie a Bologna con “Il controllore” (in scena stasera al Teatro delle Moline, ore 20.30, repliche fino a sabato 21). È il terzo capitolo di “Progetto T”, un percorso di cui fanno parte anche “Ci scusiamo per il disagio” (già a Vie l'anno scorso) e “La corsa speciale”. Uno spettacolo costruito sulle rotaie e in tredici fermate fra Pistoia e Bologna che vede protagonista le storie di gente comune, “materiale umano” raccolto in tre settimane di indagini e “sbobinato” fino a costruire l’ossatura della drammaturgia. Attraverso inchieste di carattere antropologico-sociale si raccontano la vita e le vicende di vari personaggi della “scena ferroviaria” in chiave ironico-drammatica. Il nucleo centrale è il margine e il disagio a esso associato, dove il margine non è solo la linea da non oltrepassare all’arrivo del treno, ma anche quella fetta di società che lì vive e che spesso solo presso le stazioni trovano il proprio posto. Il disagio non è solo quello per cui la voce di Trenitalia chiede scusa in seguito a un ritardo, ma anche quello sociale di cui la stazione con le sue strane «creature, mosche e sacchetti» - come racconta la compagnia nella presentazione del lavoro - è spesso uno specchio fedele. Lo spettacolo si domanda quali siano i proprietari di tutti quei desideri che vengono portati oltre la linea gialla che divide l’attesa del vagone dalla sua destinazione. L'attesa del momento giusto che non arriva mai, o quella vana perché il treno “giusto” è già partito e si sa, passa una volta sola. Intanto prima dell’arrivo del convoglio la linea gialla rappresenta una livella, dietro la quale tutti siamo uguali, nella stessa condizione. Così la figura del controllore, che ha un ruolo di custode e interprete delle regole, dei limiti e delle possibilità. Fra biglietti strappati, richiami e multe è artefice di un “ridimensionamento dei desideri” di coloro che viaggiano sopra le righe (gialle). Eppure, anche i controllori non sempre riescono a rimanere indifferenti al groviglio di binari, corse, ritardi, biglietti, lacrime e da tutti quegli elementi che compongono una stazione. Anche loro fanno parte del clan degli “a-spettatori”, non solo spettatori delle vite altrui ma complici, partecipi. Forse anche per loro le scuse recitate dalla voce metallica dagli altoparlanti non sono sufficienti a consolare i ritardi della vita e i treni mai partiti. E allora il controllore non è più il “Re delle Partenze”, ma un passeggero comune, anche lui trascinato in vagoni piantati e direzioni ben definite. Solo, con un fischietto in più.



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