Studenti di Modena con i combattenti curdi: "Sosteniamo la lotta all'Isis"
Ispirati da Davide Grasso del centro Askatasuna, lo hanno seguito in Kurdistan. «Siamo arrivati fin qui per studiare la rivoluzione»
MODENA. Mentre infuria la battaglia per la liberazione di Raqqa, capitale e ultima roccaforte dello Stato Islamico in Siria, una delegazione di simpatizzanti della causa curda è partita a fine settembre dall'Italia alla volta del Levante “per toccare con mano questo esperimento politico di trasformazione radicale della società”.
Nel gruppo ci sono anche due modenesi. La notizia, nonostante il riserbo degli interessati (che non vogliono rendere pubblico il proprio nome), è filtrata sui siti “antagonisti” di contro-informazione e sui social network. Alcuni hanno rotto gli indugi pubblicando sui propri profili facebook foto dal Kurdistan, così come osservazioni, analisi e commenti sulla situazione in corso. In Siria è in corso infatti una guerra civile.
Nelle foto di gruppo si vedono dei giovani che sorridono, alcuni nascondono il viso, altri fanno il segno della vittoria, sullo sfondo sventola una bandiera gialla con il ritratto di Abdullah Ocalan. Ma chi sono questi giovani e perché sono partiti? Per rispondere a questa domanda è necessario fare un passo indietro.
Marzo 2017, università di Modena. Davide Grasso, giovane ricercatore universitario torinese tiene una conferenza sulla guerra in Siria. Già militante del centro sociale Askatasuna di Torino, uno dei più duri dell'Italia del Nord, Davide Grasso aveva preso le armi a fianco delle milizie curde Ypg inquadrate nelle Sdf (Syrian Democratic Forces), un vero e proprio esercito in prima linea contro l'Isis e oggi armato dagli Stati Uniti. Grasso girava la Penisola, ospite di università e centri sociali, a spiegare il legame fra lotta al terrorismo e ricostruzione democratica nella Siria del Nord. Ad ascoltarlo c'erano giovani e giovanissimi affascinati «dall'unica rivoluzione anticapitalista del nostro secolo». Grasso, in origine, era partito per la Siria a documentare la guerra per conto di una nota pubblicazione di contro-informazione. Il torinese apparteneva a una specie di "prima generazione" italiana di combattenti legati a un movimento internazionale più ampio di solidarietà al popolo curdo. Giovani con forti inclinazioni di sinistra provenienti da tutta l'Europa vi si erano già recati costituendo un contro altare al fenomeno dei foreign fighters dell'Isis. Davide Grasso l'aveva detto anche a Modena, in chiusura del suo articolato intervento:«A chi ne ha la possibilità consiglio di andare in Rojavà (ndr: Kurdistan siriano liberato), di contribuire alla rivoluzione, di appoggiare il confederalismo democratico». Oggi, nelle foto di gruppo, Davide Grasso, deus ex machina degli attivisti italiani, appare in prima fila, sorridente con un bandana grigio in testa.
Ma torniamo ai modenesi. Entrambi sono studenti universitari poco più che ventenni e componenti del collettivo Guernica. Si definiscono “militanti autonomi”. Su di un blog “antagonista” modenese hanno rilasciato una dichiarazione in cui alludono al loro viaggio attraverso l'Iraq aggirando l'isolamento turco. Scrivono: «Non inseguiamo il fascino esotico per una rivoluzione in mancanza di alternative praticabili nei nostri paesi. Al contrario siamo qui per accorciare le distanze tra una rivoluzione in atto e quella che ci impegniamo a costruire nel nostro paese». Nel testo si elogia la rivoluzione curda: «Ci sono concrete possibilità di percorrere una “terza via”, un’alternativa al capitalismo, allo Stato-nazione e un superamento del socialismo reale di stampo novecentesco». I militanti modenesi anticapitalisti sottolineano anche l'importanza della lotta all'Isis, ricordano il martirio di Cobane, lo sterminio di interi villaggi nonché gli attentati in Europa: «Chi di noi non ha avuto un amico al Bataclan, per le strade di Parigi, sulla Ramblas o per le vie di Berlino o di Nizza? In quei luoghi e in quei giovani riconosciamo i nostri simili e nell'ISIS un nemico». Al momento non è dato sapere quando la delegazione italiana e i due modenesi torneranno dal Kurdistan dove sono in visita nelle varie comune, centri studi e accademie. Ma, come dimostra il caso di Davide Grasso, la cui autobiografia è in uscita a inizio novembre, il confine fra simpatizzante e combattente è sottile.
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