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Modena, choc anafilattico da vespa: cuore fermo per 5 minuti

Modena, choc anafilattico da vespa: cuore fermo per 5 minuti

Rianimato in extremis un operaio agricolo 57enne rimasto a lungo senza battito. Era stato punto mentre lavorava nei campi e il collega non è riuscito ad aiutarlo

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MODENA. Il suo cuore si è fermato per cinque minuti, poi i paramedici del 118 sono riusciti a riprendere il battito, rianimandolo. Ora si trova ricoverato in coma e in condizioni difficili l’operaio agricolo 57enne collassato ieri pomeriggio per lo choc anafilattico causato dalla puntura di un’ape o di una vespa alzatasi da una zolla.

Un infortunio sul lavoro terribile, aggravato dal dolore del collega che non è riuscito a intervenire per salvarlo.

L’intervento in extremis dell’ambulanza è avvenuto ieri nel primo pomeriggio a Navicello, all’inizio della Panaria Bassa (Stradello Villavara).

Erano circa le due di pomeriggio quando la situazione è improvvisamente precipitata per Paolo I., 57enne.

Il collega Giovanni ricorda: «Ero sul trattore nel campo di fronte alla casa. Ho visto Paolo che faceva segni da lontano. Lo avevo lasciato sotto il traliccio alla fine dello stradello nei campi. Stava facendo dei lavori tra le zolle».

In zona c’era un alveare di api o probabilmente in una zolla si era annidato un gruppo di vespe. In modo del tutto casuale e senza che neppure se ne accorgesse, Paolo ha irritato un’ape che volava dal basso all’alto. L’insetto lo ha punto all’orecchio. Un fatto che per la maggior parte delle persone è poco più che una dolorosa seccatura poteva trasformarsi in una crisi mortale per l’operaio agricolo. Era la terza volta infatti che rischiava di morire per choc anafilattico da puntura di insetto.

«Sapevo che soffre di questo grave problema - spiega Giovanni ancora sconvolto dall’accaduto - per questo Paolo tiene in auto una confezione con la penna che inietta adrenalina. L’ho visto avvicinarsi alla sua auto e l’ho raggiunto. Sono sceso dal trattore. Quando gli ero ormai vicino, ho visto barcollare attorno alla portiera. Cercava di afferrare la penna. Mi ha fatto un gesto disperato. Volevo aiutarlo, ma non ho mai saputo come si usa. Purtroppo per errore, ho iniettato l’adrenalina nella mia mano».

Giovanni ricorda quel terribile momento ancora sconvolto. Per fortuna, aveva già avvisato il 118. Così quando ha visto Paolo accasciarsi collassando, non ha potuto fare altro che sperare nell’arrivo tempestivo dell’ambulanza. E così è stato.

Il personale medico e paramedico hanno trovato l’operaio agricolo a terra senza battito. Il cuore si era fermato. La situazione era disperata.

È stato allora che, a un passo dalla tragedia, senza mai arrendersi è iniziata una lunghissima disperata sessione di rianimazione. Per cinque lunghissimi minuti il personale del 118 ha premuto sul torace utilizzando apparecchiature e tutto ciò che poteva aiutare a rianimare lo sfortunato 57enne. E alla fine una piccola luce: il cuore di Paolo è tornato a battere per poi riprendere un ritmo sempre più regolare. Ma Paolo era in coma. Era passato molto tempo senza ossigeno agli organi.

Ora si trova ricoverato all’ospedale di Baggiovara in prognosi riservata. Le sue condiziono restano critiche e i medici non si esprimono sul suo stato di salute. Sul posto è arrivata anche la Squadra volante della polizia.

Carlo Gregori
 

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