Comprano droga ed entrano in classe a Modena
Gruppi di minorenni si ritrovano sulle gradinate di mattina prima della campanella: uno va dal pusher e acquista per tutti
MODENA. Il fenomeno è preoccupante e non si può non affrontarlo. Perché non è il solito episodio di spaccio, di quelli ormai “tipici” in varie zone della nostra città: qui, al Novi Sad, c’è un giro consolidato, ci sono appuntamenti ricorrenti, c’è la certezza di andare e tornare riforniti.
I protagonisti sono minorenni, sono gruppetti di studenti italiani che comprano droga, se la spartiscono e poi ognuno va nel proprio istituto, nella propria classe, con il proprio giro di amici a sua volta da rifornire.
Si formano i gruppi, c’è il piccolo “boss” della situazione che è grande e forte perché è quello che dà la materia prima dello sballo, dello spinello a tutti gli altri: facile pensare al “fare squadra”, alla baby gang, alle risse e anche agli episodi di bullismo, tutti fenomeni sempre più frequenti in città.
Al centro di tutto il Novi Sad, l’area verde, meno le gradinate, dove soprattutto di sera chiunque attraversi l’anello coast to coast s’imbatte in parecchie richieste di mercato: giovani e meno giovani che chiedono al passante, per loro un potenziale cliente, quale droga vogliono e quanta ne vogliono.
Ma non è di sera che si crea il giro con i minorenni, è alla mattina presto e tutto deve finire entro il suono della campanella che sancisce l’ingresso, l'apertura della giornata scolastica.
Se si va a controllare, alle 8 ormai non c’è nessuno, ormai i giochi sono stati già fatti, il giro si è già concluso ed ora le ramificazioni si fanno interne, capillari, nei vari istituti o davanti ad essi, successivamente.
Dunque tutto inizia tra le 6.30 e le 7.45, quando approdano alla stazione delle corriere i pendolari, quando anche i ragazzi della città iniziano a confluire in zona. Non necessariamente si tratta di studenti degli istituti presenti in zona Novi Sad: la “piazza” è conosciuta e chi vuole può andare tranquillamente a comprare dai grandi, dagli spacciatori per lo più nigeriani che gestiscono il traffico di sostanze stupefacenti.
Questi stanno comodamente in attesa dei loro affezionati ragazzi appollaiati sulle ringhiere delle scale che portano alle varie uscite di emergenza del parcheggio sotterraneo, quelle scale in metallo sempre tappezzate da stagnole bruciacchiate perché usate per scaldare l’eroina che viene inalata, dove vi sono resti di filtri di spinelli consumati, vuoti di birre ed escrementi. Loro stanno sopra, in attesa oppure comodamente seduti sulle panchine vicine.
I ragazzi nel frattempo sono soliti radunarsi nei pressi delle gradinate o sopra le gradinate stesse. Si mettono d’accordo perché è il momento degli affari: devono mettere insieme i soldi delle collette fatte con altri per l’acquisto di marijuana, quanta prenderne per il proprio gruppo, quanta per se stessi, decidere se fare o non fare scorte per il fine settimana. Poi, una volta capita l’entità dell’acquisto in base ai soldi disponibili, i vari capetti lasciano il gruppo, lasciano alle spalle le gradinate e attraversano l’area verde per raggiungere il “loro” spacciatore.
Ed ecco che avviene lo scambio soldi-droga, il ragazzo con la marijuana ritorna e raggiunge il gruppo, la droga viene divisa come stabilito e poi tutti via, in tempo, prima che suoni la fatidica campanella. Ci sono gruppetti di cinque o sei ragazzi, ce ne sono altri formati da una dozzina e a volte anche da una quindicina di studenti che arrivano sulle gradinate. Un luogo di ritrovo, un comodo posto in attesa dell’inizio delle lezioni, il “muretto” della compagnia.
Poi basta scendere e anche il rifornimento è assicurato. C’è inoltre un altra situazione che è stata notata da frequentatori attenti: alcuni ragazzi, pure questi minorenni e italiani, “lavorano” come galoppini per i pusher: invece che spostarsi in bicicletta fanno la spola tra le scale e le gradinate o altri punti del Novi Sad per effettuare le consegne a giovani clienti. Questo avviene nelle ore pomeridiane e serali.
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