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«Ecco le trasformazioni di lavoro e occupazione»

«Ecco le trasformazioni di lavoro e occupazione»

Domani alla Camera di Commercio la conferenza annuale dell’associazione che si occupa di studi sulle imprese: «I robot non provocheranno perdita di posti» 

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La sigla G.R.O. sta per Global restructuring organization, associazione per lo studio dell’impresa che organizza per domani dalle 9, presso la Sala Leonelli della Camera di Commercio di Modena, la propria quinta conferenza annuale. Il tema dell’incontro sarà "Transformation Capital. Finanza e talento per innovare" e sulla materia che sarà dibattuta ecco le considerazioni dell’avvocato Antonio Tullio, presidente di G.R.O. sulle connessioni fra tecnologie sempre più sofisticate e posti di lavoro a rischio in misura crescente.

«È in corso una profonda mutazione - dice Tullio - Assieme alla dinamica dei nostri desideri e dei nostri stili di vita, muterà anche il lavoro come è stato percepito finora. Oggi siamo in una fase di transizione di indefinibile durata che ci sta portando verso una situazione analoga a quella della prima rivoluzione industriale, quando l'allargamento della forbice tra sovrapproduzione, ottenuta con l’impiego delle nuove macchine, e sottoconsumo, nel senso che la società industriale produceva troppo rispetto alle capacità di acquisto della maggior parte dei possibili consumatori, provocò la disoccupazione di massa. La sostituzione di posti di lavoro umano sarà accentuata dalla nuova generazione di robot dotati di maggior destrezza fisica, di riconoscimento visivo tridimensionale e, presto, della capacità di collegarsi a potenti hub computazionali centralizzati».

L'automazione ha già ottenuto risultati sorprendenti.

«L'automazione della raccolta del cotone o del grano è negli Stati Uniti ormai quasi completa. Lo stesso può dirsi per la preparazione di cibo nei fast food. Ho esperienza diretta del primo ristorante inaugurato l’estate scorsa New York, vicino alla Grand Central Station, completamente automatizzato e senza la presenza di neanche un dipendente. Si deve ragionare su come queste tecnologie possano sostenere un modello di produzione caratterizzato da una precisa idea di qualità e valore. Il lavoro umano dovrà quindi mantenere un margine insostituibile di intelligenza e di creatività rispetto all'automazione per governare, e non subire, il cambiamento».

«Il rapporto tra macchina e uomo è storicamente conflittuale - continua Tullio - ma in un orizzonte di più lungo periodo le innovazioni tecnologiche hanno sempre migliorato non solo la qualità e la durata della nostra vita, ma anche le prospettive occupazionali delle persone. Il progresso tecnologico produrrà nuove opportunità lavorative, migliorando il rapporto tra lavoro e tempo libero, aumentando il livello di benessere complessivo».

I robot porteranno via lavoro a tanti occupati.

«Penso l'esatto contrario. L'introduzione dei robot rende meno strategici e rilevanti i vantaggi della delocalizzazione in termini di riduzione del costo del lavoro. Stiamo registrando il "reshoring", il fenomeno che riporta in patria molte attività manifatturiere che erano state delocalizzate nei Paesi emergenti. Tendenza che è già realtà in settori come l’assemblaggio di elettronica, il tessile-abbigliamento, il calzaturiero. Adidas effettua importanti investimenti per realizzare fabbriche automatizzate in Usa e in Germania».



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