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Giro del mondo in bici, Cherif chiede aiuto

di Alfonso Scibona
Giro del mondo in bici, Cherif chiede aiuto

Partito da otto mesi con solo la sua bicicletta ha bisogno di soldi per riuscire a raggiungere l’India

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Sono trascorsi quasi 8 mesi dalla partenza, da quel 15 febbraio, quando Cherif El Bakkali, da piazza Garibaldi, con la sua fedelissima bicicletta “Cammy” partì per un viaggio che potrebbe durare fino a 7 anni. Ora iniziano ad arrivare le prime vere difficoltà, che il giovane sassolese non potrà superare con le soluzioni che finora aveva trovato: ovvero svolgendo piccoli lavoretti o aiutando le persone dei posti dove transitava.

«Amici Hopiani – ha scritto su Facebook - il viaggio prosegue ma è ora di cominciare a pensare ad organizzarmi ed acquistare il volo ed il visto per New Delhi. Come sapete sono bloccato qui in questa parte di Asia, senza visto cinese e pakistano. Per questo motivo dovrò prendere il primo e spero ultimo aereo di questo viaggio. Ho perciò bisogno assoluto di voi e del vostro aiuto/supporto. Ho bisogno di raccogliere 400 euro (260 per il passeggero, 50/80 per la bicicletta, 50 per il visto) prima anche che i voli aumentino a dismisura. Grazie di cuore a chi mi risponde coi fatti utilizzando l’Iban: IT94U36000032000CA012133389». Cherif non è la prima voltra che fa un appello del genere e negli ultimi mesi c’era stata qualche donazione, che suppliva ad alcune sponsorizzazioni del viaggio che non aveva concluso. Il giovane ciclista non ha mai gettato la spugna ed ha trovato sempre qualcuno, come la persona che lo ha aiutato ad ottenere l’ultimo visto prima di quelli che seguiranno. «Finalmente il visto del Tajikistan ottenuto – aveva detto Cherif – e devo dire grazie a Stefano Beltramone se sono riuscito ad ottenerlo. È già la seconda volta che mi aiuta, un vero amico. Senza di lui non so come avrei fatto. È stato un grande amico e fratello e sono onorato di averlo incontrato e conosciuto. A buon rendere, anche perché, se non ci si aiuta fra Italiani. Questo mi ha permesso di entrare nel Pamir». Per Cherif, oltre all’avventura, che lo dovrebbe portare a fare il giro del mondo in sette anni, come aveva promesso a febbraio, la gioia di imbattersi in panorami di grande bellezza estetica ma anche di incrociare popolazioni completamente differenti da lui e da quelle che ha imparato a conoscere nei suoi viaggi precedenti.

«La strada – ha concluso, in attesa di avere la liquidità giusta per il volo in India - è diventata la mia scuola. Tutto ciò che vedo, tocco, sento ed odoro ogni giorno mi insegna e mi trasmette qualcosa di nuovo, di magico. Qualcosa che le tv, i giornali e l’informazione non potranno mai fare. Non seguite la massa ma cercate di pensare e credere con la vostra mente, il vostro cuore ma soprattutto in voi stessi. Siate unici e speciali».

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