IL NULLAOSTA del ministero
Italcarni: via libera al bando per acquistarla
La società “Filiera Sì” composta da Opas e Alcar Uno è in attesa di presentare la proposta
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Arrivato il via libera da parte del Ministero per l’emanazione del bando di gara per l’acquisto di Italcarni, marchio leader nella macellazione, lavorazione e commercializzazioni delle carne suine.
Italcarni è in liquidazione coatta amministrativa dal dicembre del 2015. Da quel momento, la cooperativa mantoana Opas che ha stipulato un contratto d’affitto con Italcarni, facendo ripartire l’attività e consentendo a 400 lavoratori, divenuti oltre 500 in questi mesi, di mantenere l’occupazione. Alla fine del 2015 venne bocciata la richiesta di concordato preventivo e, da quel momento, Italcarni entrò in liquidazione coatta amministrativa. Da quel momento, Opas ha atteso con ansia il momento di emanazione del bando. Questo perché la cooperativa mantovana ha formato una società, “Filierà Sì”, composta dal 51% da Opas e al 49% da Alcar Uno, cooperativa di Castelnuovo Rangone finita più volte al centro della cronaca per numerosi episodi di tensione sui licenziamenti. Ora “Filiera Sì” avrà facoltà di presentare la propria offerta. Come dichiara il commissario Livio Trombone, «si dovrà andare a gara. Se l’unico partecipante sarà “Filiera Sì”, questo soggetto potrà acquistare Italcarni».
Dai vertici di Opas confermano la determinazione più che mai a partecipare al bando che dovrà essere pubblicato entro una quindicina di giorni. «Quando il concordato era stato bocciato noi avevamo fatto una proposta da 14 milioni per acquistare Italcarni - conferma Valerio Pozzi, numero uno di Opas - Noi abbiamo una società partecipata insieme ad Alcar Uno, che si chiama Filiera Sì (al 51% da Opas e al 49% alcar uno). Crediamo, in questi ultimi anni, di avere svolto un servizio fondamentale per i lavoratori del territorio. Abbiamo 520 lavoratori: un numero nettamente superiore ai 400 di quando siamo arrivati. Siamo, quindi, una realtà che assume ancora. Macelliamo 1 milione e 250mila maiali all’anno. Mettiamo in piedi un indotto da 900 milioni di euro. In altre parole, siamo pronti al bando e a vedere la cifra che verrà riportata sull’avviso. Aspettavamo da tanto questo momento» conclude Pozzi. (s.a.)
Italcarni è in liquidazione coatta amministrativa dal dicembre del 2015. Da quel momento, la cooperativa mantoana Opas che ha stipulato un contratto d’affitto con Italcarni, facendo ripartire l’attività e consentendo a 400 lavoratori, divenuti oltre 500 in questi mesi, di mantenere l’occupazione. Alla fine del 2015 venne bocciata la richiesta di concordato preventivo e, da quel momento, Italcarni entrò in liquidazione coatta amministrativa. Da quel momento, Opas ha atteso con ansia il momento di emanazione del bando. Questo perché la cooperativa mantovana ha formato una società, “Filierà Sì”, composta dal 51% da Opas e al 49% da Alcar Uno, cooperativa di Castelnuovo Rangone finita più volte al centro della cronaca per numerosi episodi di tensione sui licenziamenti. Ora “Filiera Sì” avrà facoltà di presentare la propria offerta. Come dichiara il commissario Livio Trombone, «si dovrà andare a gara. Se l’unico partecipante sarà “Filiera Sì”, questo soggetto potrà acquistare Italcarni».
Dai vertici di Opas confermano la determinazione più che mai a partecipare al bando che dovrà essere pubblicato entro una quindicina di giorni. «Quando il concordato era stato bocciato noi avevamo fatto una proposta da 14 milioni per acquistare Italcarni - conferma Valerio Pozzi, numero uno di Opas - Noi abbiamo una società partecipata insieme ad Alcar Uno, che si chiama Filiera Sì (al 51% da Opas e al 49% alcar uno). Crediamo, in questi ultimi anni, di avere svolto un servizio fondamentale per i lavoratori del territorio. Abbiamo 520 lavoratori: un numero nettamente superiore ai 400 di quando siamo arrivati. Siamo, quindi, una realtà che assume ancora. Macelliamo 1 milione e 250mila maiali all’anno. Mettiamo in piedi un indotto da 900 milioni di euro. In altre parole, siamo pronti al bando e a vedere la cifra che verrà riportata sull’avviso. Aspettavamo da tanto questo momento» conclude Pozzi. (s.a.)
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