Pelloni: «Legge assurda, discrimina i non vaccinati»
Il sindaco di Vignola si difende dopo le dichiarazioni sui bambini malati di Aids «È giusto che siano tutelati». Ma inciampa ancora: «È solo un attacco politico»
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VIGNOLA. Le dichiarazioni rilasciate dal sindaco di Vignola Simone Pelloni hanno fatto il giro d’Italia. Parole dette in un incontro pubblico avvenuto in Unione con alcuni genitori sul tema dell’obbligo vaccinale. Il sindaco aveva espresso un certo stupore nel constatare come un bambino malato di Aids possa frequentare le scuole, mentre uno non vaccinato no. Parole che hanno scatenato sdegno sul web («anche se qualcuno è andato oltre offendendomi», sottolinea Pelloni») e un duro attacco da parte di esponenti del Pd, in particolare il segretario regionale Calvano. E proprio ai Dem Pelloni vuole rispondere: «Il Pd è addirittura intervenuto con la “cavalleria pesante” per cercare di trovare qualche consenso sulla questione dei vaccini, ma si è mosso in modo scomposto, senza informarsi e senza comprendere il nocciolo della questione».
«Durante l’incontro sull’obbligo vaccinale nelle scuole - continua Pelloni - ho semplicemente voluto evidenziare ciò che mi pare una completa assurdità: se un bambino dai 0 ai 6 anni non è vaccinato viene escluso dal nido o dalla scuola materna, mentre dai 6 ai 16 anni è sufficiente che i genitori paghino la multa e può andare a scuola anche senza vaccinazione. E per quanto ci riguarda, consideriamo scuola anche quella che si fa da 0 a 6 anni. Quindi, tale situazione lascia aperto un vulnus che richiederebbe senz’altro di essere emendato. Perciò, colgo l’occasione di invitare anche dirigenti della sanità a livello regionale a un nuovo incontro a Vignola sul tema, per parlare proprio di questo. La legge sull’obbligo dei vaccini può essere una buona cosa, ma va scritta meglio e applicata con maggiore buon senso».
Ma al di là delle considerazioni di carattere generale o politiche, è sulla sostanza delle sue dichiarazioni che tanti, compresi molti vignolesi, hanno chiesto spiegazioni. E qui il fulcro del discorso di Pelloni non cambia: «Le mie dichiarazioni riportate sulla Gazzetta facevano parte di un discorso ben più ampio e articolato. Nessuno, innanzitutto, stava affrontando la questione dal punto di vista medico. Si stava discutendo al contrario di diritto allo studio, e io ho fatto emergere che mentre un bambino malato di Aids è giustamente tutelato e garantito, altrettanto non si può dire per un bambino non vaccinato, nei confronti del quale si viola la sua privacy e gli si nega il diritto a muovere i primi passi nel mondo della scuola, mentre quando poi arriva all’età della scuola dell’obbligo tutto si può risolvere con una semplice sanzione pecuniaria. Spiace constatare – conclude Pelloni – che pur di fare polemica il Pd continui a intervenire senza essersi adeguatamente informato e non affronti i temi del diritto alla salute e allo studio con provvedimenti seri e concreti, visto che avrebbe i poteri per farlo».
Quindi il sindaco Pelloni, pur calibrando la sua posizione nei confronti dei bambini malati di Aids, non coglie come il potenziale pericolo sia insito proprio nell’affiancarli a coloro che non sono stati vaccinati. (gib)
«Durante l’incontro sull’obbligo vaccinale nelle scuole - continua Pelloni - ho semplicemente voluto evidenziare ciò che mi pare una completa assurdità: se un bambino dai 0 ai 6 anni non è vaccinato viene escluso dal nido o dalla scuola materna, mentre dai 6 ai 16 anni è sufficiente che i genitori paghino la multa e può andare a scuola anche senza vaccinazione. E per quanto ci riguarda, consideriamo scuola anche quella che si fa da 0 a 6 anni. Quindi, tale situazione lascia aperto un vulnus che richiederebbe senz’altro di essere emendato. Perciò, colgo l’occasione di invitare anche dirigenti della sanità a livello regionale a un nuovo incontro a Vignola sul tema, per parlare proprio di questo. La legge sull’obbligo dei vaccini può essere una buona cosa, ma va scritta meglio e applicata con maggiore buon senso».
Ma al di là delle considerazioni di carattere generale o politiche, è sulla sostanza delle sue dichiarazioni che tanti, compresi molti vignolesi, hanno chiesto spiegazioni. E qui il fulcro del discorso di Pelloni non cambia: «Le mie dichiarazioni riportate sulla Gazzetta facevano parte di un discorso ben più ampio e articolato. Nessuno, innanzitutto, stava affrontando la questione dal punto di vista medico. Si stava discutendo al contrario di diritto allo studio, e io ho fatto emergere che mentre un bambino malato di Aids è giustamente tutelato e garantito, altrettanto non si può dire per un bambino non vaccinato, nei confronti del quale si viola la sua privacy e gli si nega il diritto a muovere i primi passi nel mondo della scuola, mentre quando poi arriva all’età della scuola dell’obbligo tutto si può risolvere con una semplice sanzione pecuniaria. Spiace constatare – conclude Pelloni – che pur di fare polemica il Pd continui a intervenire senza essersi adeguatamente informato e non affronti i temi del diritto alla salute e allo studio con provvedimenti seri e concreti, visto che avrebbe i poteri per farlo».
Quindi il sindaco Pelloni, pur calibrando la sua posizione nei confronti dei bambini malati di Aids, non coglie come il potenziale pericolo sia insito proprio nell’affiancarli a coloro che non sono stati vaccinati. (gib)
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