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“Buco” di oltre 30 milioni A rischio 35 dipendenti

di Serena Arbizzi
“Buco” di oltre 30 milioni A rischio 35 dipendenti

I lavoratori sono a casa da venerdì scorso e ieri hanno fatto otto ore di sciopero «I manager hanno fatto scelte scellerate. Vogliamo il compenso che ci spetta»  

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Otto ore di sciopero per affermare, gridando forte e chiaro, il proprio diritto alla retribuzione. Anche quando il cammino dell’azienda, una volta fiore all’occhiello da 40 milioni di euro di fatturato, sembra ormai irrimediabilmente segnato verso il fallimento.

Presidio, durante tutta la giornata di ieri, dei lavoratori di Via delle Perle, insieme ai sindacalisti Roberto Giardiello di Cisl, Lisa Vincenzi e Sergio Greco di Cgil e le Rsu. Sono 35 i dipendenti a rischio che, da mezzogiorno di venerdì, hanno cessato di lavorare. La settimana scorsa, Via delle Perle ha ritirato la proposta di concordato preventivo e ha portato i libri contabili in Tribunale presentando istanza di fallimento. Ora, il Tribunale dovrà nominare un curatore fallimentare e gli scenari che si aprono sono quelli della chiusura dell’azienda o della possibile acquisizione di un ramo dell’attività. Un futuro incerto che i dipendenti non hanno intenzione di subire passivi.

«Dobbiamo percepire mezza mensilità di febbraio, mezza mensilità di ottobre, la tredicesima del 2016 e di quest’anno - spiegano i lavoratori davanti ai cancelli della sede di via Nobel - Non ci sono stati versati i contributi, non abbiamo la certezza di percepire il Trattamento di Fine Rapporto. Le posizioni dei dipendenti in mobilità non sono state regolarizzate e noi stessi siamo in un limbo perché non stiamo lavorando ma non siamo nemmeno nella posizione di fare domanda per l’indennità di disoccupazione. Chi ha rilevato l’attività ci ha raccontato un sacco di frottole. Fino a pochi anni fa la ditta fatturava 40 milioni di euro. Adesso ci sono 30 milioni di “buco”. Tutto perché i vertici hanno fatto i propri comodi sperperando tutto il denaro».

Tra i 35 dipendenti, di cui 31 donne, che protestano ci sono: Elisa Gibertoni, incinta, Nelly Magrino da 15 in Vdp, Valeria Forapani e Nancy Gugliotta, entrambe assunte da 14 anni, Eleonora Ardenghi, in azienda da 12, Daniela Saldi, da 9 anni, Cinzia Venti, da addirittura 20 anni.

«Attualmente, il curatore fallimentare, quando verrà nominato, potrà decidere se proseguire con un esercizio provvisorio - fanno sapere i dipendenti - Potrebbe richiedere un bando per verificare se qualcuno sia interessato all’acquisto. All’interno della ditta c’è un milione e mezzo di merce da spedire. E venerdì pomeriggio, quando siamo rimasti a casa, siamo stati precettati dal datore di lavoro che ci ha telefonato, con tono minaccioso, perché andassimo a lavorare. Ma se non siamo pagati, non possiamo di certo andare al lavoro... L’amministratore delegato, poi, ci ha detto che non avremmo potuto fare le ferie. Quindi, questi per noi sono tutti giorni scoperti. È possibile che in questa crisi abbia inciso anche l’arrivo del mercato russo, ma di certo è stata determinante nel tracollo l’incompetenza di chi ci ha diretti».

I sindacati manifestano preoccupazione per l’indotto che questa crisi può provocare: la fattura dei capi Vdp richiedevano la collaborazione di piccole medie imprese che risentiranno della situazione.

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