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Denuncia e maxi multa per stallone di Castagneto

di Daniele Montanari
Denuncia e maxi multa per stallone di Castagneto

Pavullo. I carabinieri ieri hanno controllato l’azienda al centro delle polemiche Deposito incontrollato di rifiuti speciali, registri non in regola e capi senza codice

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PAVULLO. Operazione di controllo senza precedenti sullo stallone di Castagneto da anni al centro di aspre polemiche per problematiche che hanno esasperato i residenti nella zona. Una battaglia iniziata nel 2012 e proseguita a suon di segnalazioni, denunce ed anche interrogazioni in Consiglio comunale (l'ultima dei 5 Stelle Fabio Carani e Davide Venturelli nel luglio scorso). Ma mai c'erano stati controlli sinergici con il coinvolgimento di tutti i reparti specializzati dei carabinieri. Il blitz, coordinato dal capitano Nicola Puccinelli, è scattato ieri verso le 10, e si è protratto fino alle 12.30 sia nel maxi stallone di fianco a via Casa Rondinella che in quello secondario a un chilometro di distanza, di fronte al civico 66 della provinciale. Una ventina i militari impegnati, con l'apporto dei Nas (Nuclei Antisofisticazione e Sanità) di Parma, del Noe (Nucleo Operativo Ecologico) di Bologna, dei Forestali di Pavullo, del Nil (Nucleo Ispettorato del Lavoro) di Modena e ovviamente dei carabinieri della Compagnia di Pavullo. A ognuno un compito ben definito: i Nas si sono concentrati sulle modalità di mungitura e il registro di tenuta dei bovini, il Noe sulla gestione dei rifiuti, i Forestali sul trattamento degli animali, il Nil sui contratti di lavoro e i militari di Compagnia sull'identificazione dei presenti e il monitoraggio generale. Il responso alla fine è pesantino: una denuncia penale e 21mila euro di sanzioni. La denuncia a piede libero è scattata nei confronti di Daniele Campagnoli (legale rappresentante della Campagnoli & C. società agricola srl con sede a San Possidonio) per deposito incontrollato di rifiuti speciali non pericolosi: in due aree davanti e dietro il capannone secondario, sottoposte a sequestro, sono stati rinvenuti contenitori di plastica, reti e residui di lavorazione ammassati a cielo aperto. Le sanzioni amministrative invece sono a carico dell'allevatore Luciano Aleotti, per la gestione operativa: 12mila euro comminati dai Forestali per il rinvenimento di 25 capi privi di codice, 6mila dai Nas per mancato aggiornamento del registro dei trattamenti farmacologici e omesso aggiornamento del registro di carico e scarico dei bovini (l'anagrafe dei morti e delle nuove introduzioni), 3mila dal Noe per i rifiuti ammassati a cielo aperto. Sul fronte spandimenti si è riscontrato un quadro generale di sufficiente pulizia, ma solo dopo che il 10 ottobre scorso il personale di Arpae ha effettuato un sopralluogo autonomo che ha comportato l'irroramento di un'altra pesante sanzione (sembra dell'ordine dei 15mila euro). Sul posto è stata riscontrata la presenza di sei addetti, più l'allevatore capo, nell'ambito di un parco bovino di circa 500 unità. Secondo i residenti, il “peccato originale” è stata la concessione da parte degli enti superiori di una capacità così elevata in un limitato contesto di campagna.

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