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La multinazionale licenzia: 30 di Vapor Europe a casa

La multinazionale licenzia: 30 di Vapor Europe a casa

Presidio dei lavoratori davanti alla sede dopo l’annuncio dell’americana Wabtec che salva solo 20 addetti. I sindacati: «Le istituzioni devono evitare la chiusura»

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Ci sono multinazionali che acquisiscono aziende per investire e rilanciarle, altre che verificano eventuali opportunità di profitto e nell’ipotesi negativa con molta naturalezza licenziano e chiudono.

Accade anche a Sassuolo, azienda Vapor Europe, e purtroppo non è la prima e non sarà l’ultima volta. I lavoratori di Vapor Europe, che produce porte per treni e carrozze di metropolitane, assieme alla Fiom-Cgil e alla Fim-Cisl ieri hanno proclamato lo sciopero e il presidio permanente davanti allo stabilimento di via Regina Pacis in risposta alla decisione aziendale di aprire le procedure per licenziare 30 dei 50 dipendenti.

Vapor Europe è parte della multinazionale americana Wabtec, che di recente ha acquisito la multinazionale francese Faiveley. «La scelta di licenziare immediatamente oltre la metà dei dipendenti - dicono i sindacati - assieme all'intenzione di rinunciare alla produzione di primi impianti, relegando il sito alla mera assistenza after market, lasciano intuire che il futuro di Vapor Europe è segnato. I lavoratori di Vapor Europe sono vittima delle logiche di bilancio di una multinazionale che non si fa alcuno scrupolo. Infatti Wabtec, dopo la fusione con Faiveley, ha trasferito in Repubblica Ceca la produzione delle porte MP14 assegnate inizialmente a Vapor Europe e che avrebbe garantito lavoro per i prossimi dieci anni almeno».

«Ma i lavoratori - aggiungono - sono anche vittima delle scelte di una politica locale, regionale e nazionale che fino ad ora non ha voluto inserire nei bandi di gara di Trenitalia alcun vincolo cosiddetto di Local Content, che cioè garantisca la produzione di almeno parte dei treni in Italia, come avviene per esempio in Francia. Questo ha permesso di far vincere le ultime gare di Trenitalia, compresa quella per gli 89 treni che verranno impiegati nel trasporto locale dell'Emilia Romagna, a ditte che produrranno le porte in Ungheria anziché a Sassuolo. Lavoratori e sindacati si rivolgono alla multinazionale Wabtec e alla politica regionale e nazionale per impedire che si arrivi al licenziamento di 30 lavoratori e all'inesorabile chiusura del sito produttivo di Sassuolo».

L’intervento delle istituzioni è stato sollecitato anche da parte di Stefano Bargi e Gianfrancesco Menani, entrambi della Lega Nord.

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