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Mirandola: prendi un libro, portane uno Si rinasce anche con la lettura

di Monica Tappa
Mirandola: prendi un libro, portane uno Si rinasce anche con la lettura

A Mirandola sarà inaugurata la prima libreria urbana dedicata ai ragazzi Un albero, una panchina, una sagoma... Un luogo magico dove vince lo scambio

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MIRANDOLA immaginate un albero. E vicino all’albero una panchina. E vicino alla panchina una sagoma in legno. Eppoi metteteci libri. Sì, sì, libri. Albi illustrati, racconti, romanzi. Colori e parole. Formule magiche per creare radici, per mettersi comodi, per sentire la linfa del legno, allungandosi verso il cielo, con le radici bene piantate nel terreno. I tomi polverosi no. Quelli no.

C’era una volta… Che belle le fiabe, vero?. Uno resta lì, ascolta, si fa prendere per mano, viaggia nel tempo e nello spazio, sogna, vive avventure fantastiche, incontra personaggi buoni e cattivi e cattivissimi e vince draghi e scioglie incantesimi. E vissero tutti felici e contenti. Perché così vanno a finire le fiabe, no? Che bel suono ha il c’era una volta delle fiabe.

Fermi tutti. Rewind, direbbe Vasco. E l’albero e la panchina e i libri e le fiabe. Magari bello ma … Adesso che il lettore ha immaginato, suo malgrado, leggendo, un albero e una panchina e una sagoma in legno e pure i libri (che non mancano quasi mai in queste pagine) adesso che magari è arrivato a pensare uff che perdita di tempo questo gioco qui (qualcuno che lo stia pensando, è facile che ci sia) che si fa?

La risposta è semplice: si va a Mirandola. Ci si va davvero. In via Castelfidardo 31/37. Perché è importante esserci. Perché domani accade una cosa che di solito accade nelle fiabe. Nei romanzi. Nelle storie. O in questa terra Bassa che di ferite e voragini ne ha viste tante e ha indurito muscoli e fiato ma i cuori no, quelli non ci si riesce. Perché sono cuori solidi, come le radici.

Sono cuori spicci che amano il fare. Poche ciance. Si fa quel che si può, nella Bassa. Un respiro alla volta, un mattone alla volta. Si torna a vivere un secondo alla volta ma non ci si ferma. Non si smette di crederci, nonostante tutto.

In via Castelfidardo, inaugura la prima Little Free Library dell’area nord della provincia di Modena, voluta dall’Associazione per la valorizzazione e la promozione del Centro Storico 46Vie.

Si tratta di una piccola biblioteca urbana, accessibile gratuitamente a tutti secondo uno schema molto semplice: “Prendi un libro. Porta un libro”. Nel sito littlefreelibrary.org dove è stata registrata risulta la “postazione” numero 35933, e non c’è una casetta dei libri, no. Questa è la terra dei Pico, questa è la terra di Pico della Mirandola. A contenere i libri arriva una struttura unica al mondo nella sua forma, realizzata artigianalmente da “Insetti Xilografi”. Alessia Baraldi e Gregorio Bellodi (sono loro gli … Insetti Xilofoni) hanno creato davvero una meraviglia. Loro, mirandolesi doc, hanno unito il passato al futuro. Gli indizi sono stati seminati tra le righe: un albero, una panchina, una sagoma… Ma è domani, domani che si scioglie l’incantesimo. E tutto viene svelato. L’associazione 46Vie ha voluto aderire al progetto Little Free Library, si legge nel comunicato, “per sottolineare la vocazione naturale del Centro Storico all’incontro e alla condivisione dedicando la prima libreria urbana ai bambini e ai ragazzi, da 0 a 14 anni, mettendo a disposizione di tutti, gratuitamente, libri illustrati e di narrativa selezionati con l’augurio che possano essere resi disponibili più e più volte, insieme ai tanti altri scelti e regalati dai piccoli e giovani utenti, tramite la restituzione e lo scambio”.

All’inaugurazione domenica 15 ottobre 2017 c'era  anche Alessandro Riccioni, poeta e scrittore vincitore del Premio Rodari 2017, che con “Lèggere leggéri” ha alimentato la magia delle parole (che qui nella Bassa diventano fatti, altro che parole) e accompagnato i bambini dai 6 ai 10 anni nel mondo della fantasia.

C’era una volta una città che ora non c’è più. Ma che rinasce anche grazie a un albero, a una panchina, a una sagoma in legno.

L’immagine: © Tom Schamp. “Fino al cielo”, Beisler Editore.

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