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Nascere a Pavullo

di STELLA TAGLIAZUCCHI
Nascere a Pavullo

Cerco buone storie da raccontare, cerco di raccontare quello che nella mia vita e nella società di utile e didattico accade. Di argomenti buoni, ahimè, in queste ultime due settimane ne ho trovati...

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Cerco buone storie da raccontare, cerco di raccontare quello che nella mia vita e nella società di utile e didattico accade.

Di argomenti buoni, ahimè, in queste ultime due settimane ne ho trovati ben pochi.

Noi montanarini siamo stati colpiti, come già previsto, da una notizia funesta che dal 15 ottobre è realtà. Il nostro reparto nascite dell’ospedale in cui siamo tutti nati, e qualcuno sfortunatamente anche cresciuto, ha chiuso.

Nel mio cuore da Pavullese la chiusura del punto nascite è come se mio padre smettesse di fare i panettoni. Certo il Giamberlano ci sarebbe lo stesso, ma mancherebbe la parte più importante, quella che dà valore a tutto. Nel cuore degli altri che come me, anzi molto più di me, hanno lottato perché questo rimanesse operativo credo si sia rotto qualcosa. Una parte fondamentale, una fibra necessaria al tessuto della nostra società.

La responsabilità di questo fattaccio ovviamente è rimbalzata da politico a politico, da sindaco a ex sindaco, da direttore a direttore. I più grandi 883 cantavano “chi sia stato non si sa, forse quelli della mala o della pubblicità”. Anche senza supereroi forse, e credo si potesse fare di più, senza sentirsi dei guerrieri o delle vittime sacrificali una parte così essenziale della nostra società sarebbe stato meglio tutelarla.

C’è chi dice che non sarebbe stato sicuro continuare a partorire lì, ma io non scorderò mai mia mamma che nel 1985 ha fatto nascere mio fratello prematuro di appena un chilogrammo e che in ambulanza è stato poi portato al policlinico. Mio fratello è sano e molto più in salute di me, mia mamma è sempre stata una toga ma in quel momento era in mano a ostetriche e dottori che anche 32 anni fa hanno fatto il loro mestiere senza pensare un solo istante di essere in un ospedale poco sicuro.

Nel 1985, non nel 2017 eh.

Ora credo ci sia un altro modo di affrontare anche dei mestieri e dei momenti così delicati, in clima di spending review e di poca umanità stiamo ottenendo pessimi risultati.

Il ginepraio della politica non mi ha mai affascinato e per quanto impopolare questa decisione ci appaia, speriamo di poterle dare un senso che giustifichi o almeno possa placare le nostre anime così deluse.

Non potrà andare peggio di così. Forse.

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