«Non chiuderemo la Enel Green Power»
Finale. Il sindaco Palazzi dopo il terzo incendio alla centrale: «Non c’è nessun pericolo per la salute»
2 MINUTI DI LETTURA
FINALE. «Non posso prendere un’iniziativa forte come chiudere la Centrale Elettrica Green Power perché non ci sono i presupposti necessari per farlo. Se a bruciare fossero sostanze tossiche allora lo farei, ma in fondo è solo sorgo. Per quanto spiacevole come situazione, i parametri rilevati da Arpae e Ausl non solo tali da destare preoccupazione per la salute pubblica, quindi non posso emettere un’ordinanza di chiusura». Così il sindaco di Finale, Sandro Palazzi, dopo l’ennesimo incendio - il terzo in un mese - che martedì è divampato dai giganteschi cumuli di sorgo da fibra stoccati nell’immenso piazzale dell’ex zuccherificio di Massa. E che ha tenuto impegnate più squadre dei vigili del fuoco, provenienti da Modena, Carpi, San Felice e Finale, dal tardo pomeriggio fino a notte fonda per spegnere quello che a tutti gli effetti sembra diventato un rogo senza fine.
Una situazione divenuta ormai paradossale e per cui tutti - dalle forze politiche d’opposizione alla cittadinanza - speravano che dal primo cittadino arrivasse una presa di posizione forte e definitiva. Se lo era augurato Stefano Lugli di Sinistra civica che aveva ironizzato chiedendosi: «Cos’altro serve per far chiudere l’area di stoccaggio sorgo con un’ordinanza da parte del sindaco?» . Ugualmente indignato il Movimento 5 Stelle che ha indetto per i prossimi giorni addirittura una protesta: «Chiediamo a gran voce al sindaco, finora assente ingiustificato, di chiudere preventivamente questo impianto almeno finché non saranno ristabilite le condizioni di sicurezza per i lavoratori e per i cittadini di Massa, i più colpiti da questo mese di incendi. Nei prossimi giorni, quindi, ci attiveremo per un sit-in di protesta davanti ai cancelli dell’impianto e invitiamo la cittadinanza a partecipare». Duro, poi, l’Osservatorio civico: «Ormai è chiaro, siamo nelle mani di un’altra amministrazione che non agisce. Basta consigli di Arpae e Ausl. Basta patteggiare. Chiudere subito l’impianto con un’ordinanza: la gente vuole questo». Esortazioni forti, ma destinate a rimanere inascoltate perché il sindaco ribadisce la sua posizione. «Andrà sicuramente rivisto il metodo di stoccaggio, causa del divampare dei roghi e del fumo, ma chiudere l’azienda sarebbe una mossa inutile e dannosa - ribadisce Palazzi - Perché significherebbe bloccarne la produzione che nulla ha a che vedere con questi continui incendi. Come amministrazione siamo dispiaciuti, soprattutto per i cittadini di Massa: non è di certo piacevole respirare quel fumo. Ma ora aspettiamo siano Arpae ed Ausl a pronunciarsi nuovamente in merito. Nessuna chiusura drastica». (vale.c.)
Una situazione divenuta ormai paradossale e per cui tutti - dalle forze politiche d’opposizione alla cittadinanza - speravano che dal primo cittadino arrivasse una presa di posizione forte e definitiva. Se lo era augurato Stefano Lugli di Sinistra civica che aveva ironizzato chiedendosi: «Cos’altro serve per far chiudere l’area di stoccaggio sorgo con un’ordinanza da parte del sindaco?» . Ugualmente indignato il Movimento 5 Stelle che ha indetto per i prossimi giorni addirittura una protesta: «Chiediamo a gran voce al sindaco, finora assente ingiustificato, di chiudere preventivamente questo impianto almeno finché non saranno ristabilite le condizioni di sicurezza per i lavoratori e per i cittadini di Massa, i più colpiti da questo mese di incendi. Nei prossimi giorni, quindi, ci attiveremo per un sit-in di protesta davanti ai cancelli dell’impianto e invitiamo la cittadinanza a partecipare». Duro, poi, l’Osservatorio civico: «Ormai è chiaro, siamo nelle mani di un’altra amministrazione che non agisce. Basta consigli di Arpae e Ausl. Basta patteggiare. Chiudere subito l’impianto con un’ordinanza: la gente vuole questo». Esortazioni forti, ma destinate a rimanere inascoltate perché il sindaco ribadisce la sua posizione. «Andrà sicuramente rivisto il metodo di stoccaggio, causa del divampare dei roghi e del fumo, ma chiudere l’azienda sarebbe una mossa inutile e dannosa - ribadisce Palazzi - Perché significherebbe bloccarne la produzione che nulla ha a che vedere con questi continui incendi. Come amministrazione siamo dispiaciuti, soprattutto per i cittadini di Massa: non è di certo piacevole respirare quel fumo. Ma ora aspettiamo siano Arpae ed Ausl a pronunciarsi nuovamente in merito. Nessuna chiusura drastica». (vale.c.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
