Oggi allo Storchi di Modena
Storia di una bimba dimenticata sul “Kamyon” per l’Europa
Quante volte abbiamo sentito parlare di immigrazione? Forse troppe, senza che nulla cambi da troppo tempo. Il regista Michael De Cock, direttore artistico del KVS di Bruxelles, prova a farlo in modo...
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Quante volte abbiamo sentito parlare di immigrazione? Forse troppe, senza che nulla cambi da troppo tempo. Il regista Michael De Cock, direttore artistico del KVS di Bruxelles, prova a farlo in modo innovativo nello spettacolo “Kamyon” (oggi alle 16.30 e 19.30 allo Storchi di Modena, dopo la prima nazionale di ieri). In questa rappresentazione basata sul testo dello stesso De Cock “Two small bags and ten million dreams”, frutto di sue interviste ai rifugiati, il pubblico viene catapultato nel vivo della fuga dalla guerra di una ragazzina e di sua madre verso l’Europa, verso un futuro migliore. Come? Diventando parte integrante della scenografia, seduto all’interno del rimorchio di un camion vero e proprio, mezzo su cui avvengono molti di questi viaggi. Lo spettacolo è già stato rappresentato all’estero, cambiando attrice protagonista in base a paese e lingua: in Italia è la volta della giovane e talentuosa Alice Spisa. «La gente piange per “Bambi” o “Romeo e Giulietta” ma non per i rifugiati» dice il regista, quasi a chiederci: di fronte a una storia come questa, raccontata dal punto di vista di chi è dimenticato e costretto a farsi passivo spettatore della sua vita, riusciamo a sentire “simpatia”, quel senso di condivisione e compartecipazione? Siamo ancora capaci di provarne?
Sofia Longhini
Sofia Longhini
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