Tre studenti universitari ripensano il comparto W
di Andrea Gilioli
Il team della facoltà di Architettura di Bologna metterà a punto la riqualificazione Possibile ritorno del collegamento tra le linee ferroviarie per Modena e Reggio
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Tre studenti dell’università di Bologna stanno studiando il territorio sassolese per comprenderne l’evoluzione urbanistica e offrire al Comune le soluzioni per riqualificare quartieri e aree degradate.
Un’attività tutt’altro che semplice ma che, grazie all’inventiva dei ragazzi, potrebbe arrivare a offrire soluzioni inaspettate a una città che negli ultimi anni si trova a fare i conti con errori urbanistici.
Il progetto, nato dalla collaborazione tra il Comune e la professoressa della facoltà di architettura e ingegneria edile dell’Alma Mater, Simona Tondelli, vede al lavoro, tra gli altri, i forlivesi Martina Aquilino, Davide Ruscelli e Alessandra Zecchini, che si stanno dedicando al Comparto W, zona residenziale rimasta di fatto incompiuta, nel quartiere Ancora-Pista.
Altri studenti sono invece al lavoro sulla zona delle stazioni, con uno studio che valuterà la fattibilità di ripristinare il collegamento tra le due linee ferroviarie per Modena e per Reggio, e quella del direzionale Quadrati (Braida).
«Nel corso di Tecnica Urbanistica - racconta Alessandra, studentessa del quinto anno che si occupa del Comparto W - ci viene chiesto di analizzare e progettare un’area. Le tre zone oggetto d’interesse presentano problemi urbanistici o di degrado. Siamo soddisfatti dell’opportunità di lavorare su esempi concreti che ci è stata offerta dalla docente e dal Comune».
Il gruppo di studiosi sta facendo uno studio del territorio, con interviste ai cittadini, sia del quartiere Pista sia di altre zone.
«Il lavoro di urbanistica - continua Alessandra - nasce sempre da un’analisi del territorio, che in questo caso è molto importante, dato che noi proveniamo da Forlì e quindi siamo piuttosto lontani dal contesto. Al momento stiamo sia consultando la documentazione parlando con le persone, per capire come i cittadini vivano il territorio. La città è fatta per loro, quindi io e miei compagni abbiamo come obiettivo primario quello di capire i punti forti e quelli deboli della città e del comprensorio».
Tra le domande che Alessandra, Martina e Davide stanno ponendo ai sassolesi, anche con una visita alle affollate fiere d’ottobre, alcune riguardano la storia urbanistica della città, mentre altre si soffermano sui problemi più noti: dalla mancanza di ciclabili al traffico. Fulcro dello studio, ovviamente, la storia del quartiere Pista - Borgo Venezia e l'evoluzione urbanistica del comparto W: un grande residenziale, che nei progetti sarebbe dovuto diventare una sorta di “Sassuolo 3”, un quartiere di pregio con servizi dedicati e addirittura una grande piazza, un’area verde e un lago. Il tutto, come noto, si è risolto in un flop, dovuto in particolare alla crisi dell’edilizia e alla mancata ultimazione del progetto, ridottosi a pochi appartamenti che sono rimasti in parte invenduti, nonostante un calo dei prezzi. Una bella sfida, dunque, per i ragazzi, che si troveranno a dover studiare possibili soluzioni per rilanciare la zona. «Abbiamo chiesto - conclude Alessandra - cosa mancasse di più a Sassuolo, e in molti hanno risposto che ci vorrebbe un cinema. Perciò cercheremo d’inserire la struttura nel nostro progetto».
Un’attività tutt’altro che semplice ma che, grazie all’inventiva dei ragazzi, potrebbe arrivare a offrire soluzioni inaspettate a una città che negli ultimi anni si trova a fare i conti con errori urbanistici.
Il progetto, nato dalla collaborazione tra il Comune e la professoressa della facoltà di architettura e ingegneria edile dell’Alma Mater, Simona Tondelli, vede al lavoro, tra gli altri, i forlivesi Martina Aquilino, Davide Ruscelli e Alessandra Zecchini, che si stanno dedicando al Comparto W, zona residenziale rimasta di fatto incompiuta, nel quartiere Ancora-Pista.
Altri studenti sono invece al lavoro sulla zona delle stazioni, con uno studio che valuterà la fattibilità di ripristinare il collegamento tra le due linee ferroviarie per Modena e per Reggio, e quella del direzionale Quadrati (Braida).
«Nel corso di Tecnica Urbanistica - racconta Alessandra, studentessa del quinto anno che si occupa del Comparto W - ci viene chiesto di analizzare e progettare un’area. Le tre zone oggetto d’interesse presentano problemi urbanistici o di degrado. Siamo soddisfatti dell’opportunità di lavorare su esempi concreti che ci è stata offerta dalla docente e dal Comune».
Il gruppo di studiosi sta facendo uno studio del territorio, con interviste ai cittadini, sia del quartiere Pista sia di altre zone.
«Il lavoro di urbanistica - continua Alessandra - nasce sempre da un’analisi del territorio, che in questo caso è molto importante, dato che noi proveniamo da Forlì e quindi siamo piuttosto lontani dal contesto. Al momento stiamo sia consultando la documentazione parlando con le persone, per capire come i cittadini vivano il territorio. La città è fatta per loro, quindi io e miei compagni abbiamo come obiettivo primario quello di capire i punti forti e quelli deboli della città e del comprensorio».
Tra le domande che Alessandra, Martina e Davide stanno ponendo ai sassolesi, anche con una visita alle affollate fiere d’ottobre, alcune riguardano la storia urbanistica della città, mentre altre si soffermano sui problemi più noti: dalla mancanza di ciclabili al traffico. Fulcro dello studio, ovviamente, la storia del quartiere Pista - Borgo Venezia e l'evoluzione urbanistica del comparto W: un grande residenziale, che nei progetti sarebbe dovuto diventare una sorta di “Sassuolo 3”, un quartiere di pregio con servizi dedicati e addirittura una grande piazza, un’area verde e un lago. Il tutto, come noto, si è risolto in un flop, dovuto in particolare alla crisi dell’edilizia e alla mancata ultimazione del progetto, ridottosi a pochi appartamenti che sono rimasti in parte invenduti, nonostante un calo dei prezzi. Una bella sfida, dunque, per i ragazzi, che si troveranno a dover studiare possibili soluzioni per rilanciare la zona. «Abbiamo chiesto - conclude Alessandra - cosa mancasse di più a Sassuolo, e in molti hanno risposto che ci vorrebbe un cinema. Perciò cercheremo d’inserire la struttura nel nostro progetto».
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