Gazzetta di Modena

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vicenda paradossale dietro il record di alcol 

Ubriaca al volante, quarto stop

Auto sequestrata. L’ex marito: «Non vuole smettere, l’Usl che fa?»

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L’ultimo sequestro è stato il quarto della serie e sempre per lo stesso motivo. Così questa volta il blocco della vettura disposto dai vigili urbani per la donna di 68 anni sorpresa alla guida della vettura è stato applicato in maniera molto efficace.

L’auto è stata riportata presso l’abitazione della guidatrice e bloccata con l’apposito apparecchio che impedisce ogni movimento tra sterzo e pedaliera. Per un anno quindi non potrà portare in giro per Modena nè la sua vettura nè altre: quando è stata fermata da una pattuglia della Polizia Municipale con un tasso alcolico triplo rispetto al massimo consentito, gli agenti non hanno avuto dubbi.

La vettura che la donna stava guidando alla periferia della città procedeva a zig zag tra le due carreggiate. Una volta fermata dai due motociclisti in divisa la donna è stata sottoposta al test per controllare l’alcol nel sangue; dall’esame immediato è emerso che il tasso alcolico era di 1,67 contro lo 0.5 del massimo consentito.

Di qui, vista anche la recidiva, è scattata la sospensione della patente e la denuncia.

Toccherà quindi al magistrato decidere la sanzione penale ed eventualmente le altre pene accessorie, la durata della sospensione della patente da uno a due anni e la detrazione dei punti.

Il punto è che, per chi le vive vicino, la sua pericolosità è un fatto quotidiano e la continuità di comportamenti a rischio non lasciano presagire nulla di buono. «Questi problemi - racconta l’ex marito - sono nati tredici anni fa. Dopo un pesante intervento chirurgico i suoi comportamenti sono diventati ingovernabili. Ho dovuto separarmi da lei perchè la sua abitudine al gioco d’azzardo e all’abuso di alcolici di ogni tipo avevano ridotto la famiglia sul lastrico e ci metteva tutti a rischio. Ha esaurito tutto, pensioni e polizze, i risparmi e gli stipendi. Ha continuato a contrarre debiti su debiti spedendomi per giunta denunce a raffica su fatti inesistenti dopo la separazione, che peraltro era stata richiesta da lei. Morale: in tredici anni ho affrontato sette processi da cui sono sempre uscito con l’assoluzione piena e immediata e una volta ho ottenuto la condanna per calunnia a suo carico visto che mi aveva coperto di accuse infondate. Neppure la sua famiglia d’origine la sostiene più. E quella che era la nostra casa, dove abito ancora oggi, andrà all’asta per pagare la parcella a un’avvocato che la difese nelle prime cause e che non è mai stato pagato. Immobile cointestato: quindi devo pagare io il suo legale, per le cause che lei mi ha intentato e che i giudici hanno ritenuto infondate. Ma dal punto di vista sanitario non si può far nulla con lei oltre a quello che è stato già fatto in questi anni da parte dell’Ausl?»

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