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«Basta denigrare le Cittadella Questa è una buona scuola»

«Basta denigrare le Cittadella Questa è una buona scuola»

Ormai da una settimana la vicenda delle scuole Cittadella, con il caso della bambina italiana rimasta sola in una classe, con 18 alunni, nati da genitori stranieri, sta facendo il giro dei canali tv....

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Ormai da una settimana la vicenda delle scuole Cittadella, con il caso della bambina italiana rimasta sola in una classe, con 18 alunni, nati da genitori stranieri, sta facendo il giro dei canali tv. Le varie tv nazionali di cronaca dall’Italia vivisezionano la storia e intervistano la mamma della bimba. Un’esposizione mediatica che il Comitato Genitori delle scuole Cittadella, non condivide. Lo fa con una lettera aperta in cui difende la scuola e il suo percorso didattico. «Concordiamo sul fatto che la nostra scuola viva una situazione anomala e in via di radicalizzazione, alla quale, riteniamo, l’amministrazione pubblica e le autorità scolastiche debbano dedicare la loro attenzione. - esordisce la lettera - L’integrazione è un tema delicato, i bambini imparano a far parte della comunità locale se entrano in contatto con la comunità locale, se questo viene loro impedito, perché la comunità locale li rifugge, per esempio non iscrivendosi alla scuola di stradario, si pongono le basi per un problema più grosso che nel tempo si ripercuoterà su tutta la società, quindi le istituzioni se ne devono fare carico e fare qualcosa per contrastare questa tendenza». La lettera prosegue con la testimonianza di come viene vissuta la scuola da loro e dai loro figli: « Il Comitato Genitori nella scuola è molto attivo e ha già in passato sollevato la questione, cercando un dialogo con le istituzioni, senza sensazionalismo. Detto ciò, vorremmo testimoniare che la nostra esperienza come genitori della scuola Cittadella non è affatto negativa, che i nostri figli ( appartenenti a varie classi) non hanno subito episodi di bullismo o discriminazione religiosa, anzi, che vivono sereni, invitano i compagni (non solo italiani) a casa a giocare, vengono invitati, fanno feste di compleanno a cui i loro amici partecipano. I rapporti con gli altri genitori sono per lo più cordiali, anche se possono essere a volte più faticosi a causa di incomprensioni linguistiche. Non abbiamo dati ufficiali alla mano, ma ci sentiamo anche di affermare che, al contrario di quanto è stato suggerito, la maggior parte delle famiglie della scuola è di fede Cristiana, se non Cattolica».

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